Andriesi contro caro bollette consegnano proposte al nuovo Governo “non ci resta che sperare”

“Dal 9 ottobre scorso abbiamo approntato le nostre proposte ed ora, con l’insediamento del Governo Meloni, è arrivato il momento di consegnarle alla parlamentare del nostro territorio l’onorevole Mariangela Matera. Con tutti i nostri limiti, vogliamo essere propositivi e non solo definiti “urlatori di piazza”“ – rende noto Antonio Tragno, del Comitato Pubblici Esercizi Andriesi contro il Caro Bollette che, attraverso un comunicato, espone quanto segue:

PREMESSE

«Per comprendere meglio quello che sta accadendo con il Caro Bollette, – prosegue Tragno – che in soli 3 mesi (luglio, agosto e settembre di quest’anno) ha messo in ginocchio parte del piccolo dettaglio, della PMI e le grandi imprese, urge ricordare come è stato l’andamento del P.U.N. (Prezzo Unico Nazionale) e lo spread applicato dei gestori dell’energia elettrica.
Dal 2004 al 2021 la media del P.U.N. è di 6,45 centesimi per kWh, con il minimo storico di 3,90 centesimi a kWh nel 2020 (anno inizio pandemia) e il picco massimo del 2021 che ha segnato la media di 12,55 centesimi. Quasi 3 volte tanto. Ad oggi, per completezza del dato, visto che manca l’ultimo trimestre 2022, la media del 2022 si attesta intorno ai 31,37 centesimi a kWh.
Rispetto alla media degli ultimi 18 anni il costo del kWh è moltiplicato di quasi 5 volte. Un dato dai risvolti drammatici sia direttamente per le partite IVA e di conseguenze per le famiglie.
La seconda premessa è l’analisi degli aumenti, per capire se il governo Draghi, l’Europa o chi per loro era a conoscenza di tutto ciò. La nostra risposta è: . Ha fatto comodo a molti Governi ricavando un extragettito fiscale enorme (circa 30 miliardi) senza trascurare i profitti delle aziende energetiche (9 volte tanto).
Basti guardare il costo kWh a gennaio 2021 pari a 6,07 centesimi, ad agosto dello stesso anno a 11,24 centesimi , quasi raddoppiato, con picco massima a dicembre 2021 a 28,24 centesimi, ben 4,5 volte in più rispetto all’inizio dell’anno per raggiungere nel 2022 il picco di 54,32 centesimi al kWh, quasi 9 volte rispetto a gennaio 2021.
Vogliono farci credere che il governo DRAGHI, il governo dei “migliori”, con tutti i parlamentari che lo hanno sostenuto, non erano al corrente ?
Partendo da queste due premesse che hanno portato anche alla CHIUSURA di molte attività abbiamo elaborato le seguenti proposte. Tenendo conto quello che Germania e Inghilterra hanno fatto per le loro Nazioni.

Chiediamo:

  1. NO AL CREDITO D’IMPOSTA. Serve liquidità;
  2. di stabilire un tetto al costo del metro cubo gas a 0,50 centesimi (media IV trimestre 2021);
  3. il ricalcolo delle bollette GAS GIA’ EMESSE al prezzo medio del IV trimestre per metro cubo e relativa restituzione della differenza.

Periodo di riferimento bolletta Gennaio 2021 fino a marzo 2023;

  1. Stabilire un tetto al costo kWh a 12,5 centesimi per kWh (media 2021);
  2. Ricalcolo delle bollette GIA’ EMESSE al prezzo medio del 2021 pari a 12,5 centesimi per kWh e restituzione della differenza.
  3. Periodo di riferimento bolletta Gennaio 2021 fino a marzo 2023;
  4. Abbattimento dell’IVA su bollette Gas e Luce al 4% in modo retroattivo (gennaio 2021) e restituzione del versato sotto forma di liquidità.

Come reperire fondi ?

  1. Extra gettito fiscale derivante da questi aumenti;
  2. Tassazione dello Spread applicato dai gestori energia elettrica;
  3. Tassazione del extra profitto aziende gestori energia derivante dagli aumenti speculativi a partire da gennaio 2021 a marzo 2023;
  4. Scostamento bilancio;

Cosa proponiamo

Non vogliamo soffermarci solo ed esclusivamente sulla richiesta di restituzione dei nostri soldi, ma desideriamo essere propositivi.

  1. Classificare Energia Elettrica come Bene Comune (Gas, Telefonia e Acqua);
  2. Costruzione di Impianti FV o minieolici di proprietà statali su capannoni industriali (che non hanno programmato alcuna installazione) e tetti di edifici pubblici che cedono il diritto di superficie (nel primo caso) per 20 anni allo Stato con introiti diretti per lo Stato, finanziando queste opere con le quote già versate dai cittadini destinate alle rinnovabili;
  3. Istituire una commissione di inchiesta parlamentare per verificare le speculazioni in atto da gennaio 2021.

Ora non ci resta che sperare nel prossimo governo e nell’Europa “dei Popoli”».

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