Ad Andria fa discutere la recente proposta di legge presentata in Senato finalizzata a vietare totalmente la macellazione di cavalli, asini, muli, pony e bardotti, riconoscendo questi animali come affettuosi compagni per l’uomo e quindi non destinati alla produzione alimentare. Stando a quanto si apprende, l’iniziativa è firmata dalle deputate Susanna Cherchi del Movimento Cinque Stelle e Luna Zanella di Avs, ma ha ricevuto anche il sostegno della maggioranza: Michele Brambilla di Noi Moderati, ha confermato l’intenzione di portare avanti la storica iniziativa. La proposta, che è stata appena incardinata presso la Commissione Ambiente di Palazzo Madama, introduce sanzioni severe per chi violerà il divieto di macellazione. Si prevedono reclusioni da tre mesi a tre anni e multe che possono arrivare fino a 100.000 euro per gli allevatori che continuano a operare con tali finalità. L’entità della pena aumenterebbe di un terzo nel caso in cui la carne venga immessa nel mercato. Simile divieto è in vigore dal 2020 nella vicina Grecia mentre nel Regno Unito e negli Stati Uniti d’America la carne di cavallo non è generalmente disponibile al pubblico. Nel mondo, i primi produttori di carne di cavallo risultano attualmente essere la Cina, il Kazakistan ed il Messico. Poco o per nulla diffuso in altri paesi occidentali, il consumo di carne di cavallo è invece ancora ben radicato in svariate località italiane: la Puglia sembra essere sul podio, con specialità ben note anche nella tradizione culinaria andriese (dalla braciola di cavallo alla salsiccia tipica andriese, compresa la popolare variante affumicata). Se la legge dovesse essere approvata, gli animali interessati dovranno essere registrati e identificati tramite microchip entro due mesi dall’entrata in vigore della norma. Questa misura servirà a garantire un controllo rigoroso sull’attività di allevamento. Successivamente alla diffusione della notizia, in Puglia è intervenuto il Presidente UniPuglia, l’andriese Savino Montaruli, strenuo sostenitore «della bontà e delle proprietà nutritive della carne equina. Montaruli non solo evidenzia e ribadisce le proprietà che fanno della carne di cavallo una carne pregiata ricca di proteine nobili ed apprezzata per l’elevato contenuto di ferro biodisponibile e vitamine del gruppo B, unitamente ad un basso tenore di grassi e colesterolo quindi altamente digeribile e ricca di Omega-3 che la rendono un alimento fortemente consigliato per sportivi, bambini, donne in gravidanza e soggetti anemici, ma anche ciò che la vendita di carni equine rappresenta per il territorio pugliese, in particolare per il barese e del Nord-barese» – si legge nel comunicato. Queste le parole di Montaruli, peraltro residente in un territorio noto anche per una rinomatissima Sagra della Carne di Cavallo che, nel mese di maggio attira nella città di Corato una quantità enorme di curiosi, buongustai, turisti ed avventori provenienti da tutta Italia:
Il sindacalista andriese difende il prodotto locale:

«vietare il consumo della carne di cavallo in Italia sembra essere una trovata propagandistica e populista, più che una scelta consapevole di salvaguardia. Una “guerra” ideologica senza fondamento che la Commissione Ambiente del Senato dovrebbe immediatamente rivedere nelle sue intenzioni di addivenire a tale divieto. Una strumentalizzazione, quella dei proponenti i due disegni di legge in Commissione, che rischia di avviare una campagna denigratoria ed assolutamente infondata, con un danno anche economico di enorme portata. Già in passato ci sono stati dei tentativi di utilizzare strumentalmente questo argomento per fini propagandistici e siamo fermamente convinti che anche in questa occasione a prevalere saranno le ragioni che tengano conto di quanto la carne di cavallo debba, invece, ottenere quel giusto riconoscimento per ciò che rappresenta nell’alimentazione umana ma anche per la cultura e la storia del nostro Paese. Una cultura fatta di generazioni che si sono tramandate l’arte della lavorazione della carne di cavallo e che non può essere assoggettata a di bassa propaganda politica» – conclude Montaruli. Sempre nel pomeriggio di lunedì 16 febbraio 2026, su iniziativa di un gruppo di macellai e di consumatori di carni equine della città federiciana, si è costituito anche il Co.Di.Cav. (Comitato Difesa Carne di Cavallo). Il Comitato aderisce a UniPuglia, l’Associazione di Rappresentanza da Montaruli che in queste ore «sta prendendo una durissima posizione contro l’iniziativa di voler vietare il consumo di carne equina in Italia. Il Comitato chiede agli Organi di Informazione a voler dar voce alle legittime istanze di Operatori economici e dei Consumatori che intendono difendere il diritto al consumo di carne equina, anche in funzione delle elevatissime qualità nutrizionali contenute nel prestigioso ed antico alimento» – si legge nel comunicato stampa. I sostenitori della proposta di Legge, invece, garantiscono un periodo di transizione adeguato anche alle esigenze economiche:
Fa discutere anche la petizione online:
Per garantire una transizione agevole per gli allevatori, la proposta prevede la creazione di un fondo di sei milioni di euro destinato a supportare iniziative alternative come centri di recupero per equidi o attività di turismo equestre. Questo approccio mira a tutelare non solo gli animali, ma anche le realtà imprenditoriali coinvolte. Attualmente, l’Italia è uno dei principali consumatori di carne di cavallo in Europa, con circa 17.000 equidi macellati nel 2024. Il Paese detiene il primato mondiale per le importazioni di carne equina. Nonostante ciò, un sondaggio realizzato dalla ONG Animal Equity Italia in collaborazione con Ipsos rivela che solo il 17% della popolazione italiana consuma carne di cavallo. La stessa Ong ha proposto una petizione online che, sino ad oggi, ha registrato oltre 248mila firme (link alla petizione qui) ed un approfondimento diffuso sul web. «In Italia le macellazioni degli equidi sono in calo costante da oltre dieci anni, come dimostrano i dati dell’Anagrafe Zootecnica, riportati nel Dossier della Camera dei Deputati. Inoltre, secondo i risultati della ricerca sui consumi della carne di cavallo realizzata da Ipsos che abbiamo pubblicato a maggio 2025, del 92% degli Italiani consumatori di carne, solo il 17% dichiara di mangiare carne di cavallo almeno una volta al mese, una tendenza in calo nell’ultimo anno» – osservano dall’organizzazione animalista. Simile provvedimento è stato approvato in Grecia, dove la carne di cavallo è vietata dal 2020. Tra le regioni, spiccano la Lombardia e la Puglia, con quest’ultima famosa per la preparazione della “brasciola”. Seguono l’Emilia-Romagna con la “cavallina” del Basso Lodigiano, e il Veneto con “la pastissada de caval”.
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