Assalto da 8 milioni di euro in un caveau, arrestato anche un andriese “bloccarono strade con 11 auto” – il video

Avevano messo a segno il colpo della vita, assaltando il caveau di un istituto di vigilanza di Catanzaro e portandosi via un bottino superiore a 8 milioni di euro. Era il dicembre 2016 e il colpo fece molto scalpore a causa della tattica paramilitare utilizzata dal commando. Con la “protezione” di alcuni jammer, particolari congegni elettronici che consentono di inibire le conversazioni telefoniche, i rapinatori bloccarono tutte le strade di accesso al luogo del colpo, cospargendole di chiodi e utilizzando undici auto date alle fiamme, dopo di che sfondarono le pareti rinforzate del caveau impiegando un potente escavatore cingolato dotato di punta demolitrice.

La notizia è giunta in redazione attraverso il nostro sistema di segnalazione mobile (a tal proposito, ricordiamo inoltre che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni, immagini e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui oppure scrivendoci anche all’indirizzo redazione@videoandria.com).

Al termine dell’indagine, denominata “Keleos”, condotta dal Servizio centrale operativo e dalle Squadre mobili di Catanzaro e Foggia, sotto il diretto coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, sono state arrestate 15 persone accusate di rapina, possesso e detenzione di armi e munizioni da guerra, furto e ricettazione dei veicoli utilizzati per il colpo; il tutto aggravato dall’utilizzo del metodo mafioso. Tra gli arrestati, cinque sono pugliesi: bitontini, cerignolani e un andriese. Il video diffuso dalla PS mostra le immagini raccolte dalle forze dell’ordine in questi anni di indagini: