“Attenzione, stranieri vogliono rapire i bambini davanti alla scuola” – anche in Puglia gira la “fake news” su Whatsapp. Una denuncia per procurato allarme

E’ girata da poche ore anche su qualche gruppo andriese di Whatsap l’audio di una signora allarmata che insistentemente metteva in guardia i genitori di badare ai loro figli quando escono dalla scuola per via di una fantomatica presenza di soggetti di nazionalità straniera che avrebbero intenzione di sequestrare i bambini con chissà quale obiettivo. Peccato che la “notizia” (anzi, fake news) sia totalmente priva di fondamento e che l’autrice dello stesso sia stata da tempo stata denunciata.

L’audio che scorre ormai da anni, sembra sia riutilizzato ancora da qualche furbetto o qualche cittadino poco informato facilmente suscettibile, scatenando psicosi infondate. Informandoci su alcune testate del Nord Italia, è possibile leggere come circa due anni fa nel comune di Trofarello (Torino) una donna pubblicò su una chat di whatsapp un messaggio inquietante su “presunti zingari intenzionati a sequestrare bambini”. La donna fu interrogata dai Carabinieri e il tutto si dimostrò una montatura priva di senso logico. In quel caso, la donna fu denunciata per procurato allarme.

Un allarmismo infondato che viene poi ripescato nei momenti meno opportuni, ma sono i dettagli a farci capire quanto siano poco attendibili simili “news”: anzitutto la mancanza di un comunicato delle forze dell’ordine come la mancanza di una denuncia. Vi pare che se fosse accaduto un episodio simile un potenziale testimone preferirebbe far girare un messaggino su Whatsapp piuttosto che sporgere denuncia in Commissariato? In quel caso non avrebbe fatto il suo dovere di cittadino, perché in casi simili, fossero stati veri e confermati, la gravità della situazione avrebbe dovuto portare gli eventuali testimoni a riferire il tutto alle forze dell’ordine. Anche da questo dettaglio è possibile intuire la poca attendibilità dei casi come questi.

Da qui si evidenzia la mancanza di serietà di chi diffonde queste notizie. A tutti i cittadini chiediamo quindi di verificare le informazioni che circolano in rete prima di scegliere eventualmente di diffonderle, in particolare sui social e sulle app, spesso fonti di facili “catene di Sant’Antonio” che non migliorano di certo la qualità di vita.

Un peccato, perché gli stessi strumenti potrebbero essere invece utilizzati per migliorare l’informazione locale attraverso gruppi organizzati di attivisti per le attività di volontariato.