
Anche nel Mar Mediterraneo – compreso nelle acque della Puglia – durante l’estate, può capitare di imbattersi in organismi marini “da film”, tra cui la caravella portoghese (Physalia physalis). Non è una semplice medusa: anche se appare come un’unica creatura fluttuante, è in realtà un sifonoforo, cioè una colonia composta da più individui (zooidi) specializzati e collegati tra loro. Proprio per questo è un organismo “integrato”: ogni parte ha un ruolo preciso e l’insieme dipende da tutti i componenti. Il suo nome deriva dall’aspetto della parte galleggiante, spesso descritta come una piccola imbarcazione con vele spiegate. In varie lingue viene infatti associata a navi o mezzi simili (ad esempio “man-of-war” in inglese), ma l’idea resta quella: una struttura che sembra una vela in mare aperto. Lacaravella portoghese è composta da quattro tipi di polipi/zooidi:
Comeèfatta:“vela”etentacoli
- Il pneumatoforo, chiamato anche “vela”: è la parte che galleggia. È una sacca piena di gas, lunga circa 9–30 cm e alta fino a 15 cm. Spesso è trasparente e può mostrare tonalità tra blu, viola, rosa e malva. La “vela” può contenere una miscela di gas mantenuta in modo funzionale grazie a meccanismi interni che regolano la presenza dei componenti necessari.
- I tentacoli urticanti: sotto la vela ci sono i tentacoli, che possono arrivare fino a 50 metri (la lunghezza media è spesso attorno a 10 metri). Sono estremamente urticanti perché al loro interno ci sono cellule specializzate (nematocisti) che rilasciano sostanze velenose.
- Gli zooidi gastrozoidi: sono quelli che gestiscono la digestione, “agganciando” la preda catturata.
- Gli zooidi gonozoidi: si occupano della riproduzione.
“Naviga” sospinta dal vento
La caravella portoghese si muove grazie al vento, ma non solo: può assumere un assetto favorevole e comportarsi in modo simile a una barca a vela, anche con orientamenti che le permettono di avanzare non esclusivamente seguendo la spinta. In condizioni favorevoli può percorrere distanze notevoli nel corso della giornata. È un carnivoro. I tentacoli urticanti catturano e paralizzano prede come piccoli pesci e vari organismi marini, oltre al plancton. Una volta immobilizzata la preda, intervengono i polipi “digerenti” che la raggiungono rapidamente e avviano il processo di digestione tramite enzimi. Un aspetto importante è che i tentacoli possono restare pericolosi anche dopo il distacco: anche pezzi staccati o esemplari morti possono mantenere un potere urticante per ore o persino giorni. Perché è potenzialmente pericolosa anche per gli esseri umani. In caso di avvistamento in mare, la regola è semplice: nontoccarla. Le punture possono causare dolore intenso e problemi più seri, perché le sostanze rilasciate sono in grado di provocare reazioni importanti nell’organismo umano. Gli effetti più comuni includono:
Perché è pericolosa per le persone
- dolore forte e immediato,
- lesioni simili a “frustate”,
- arrossamento e piaghe che possono durare due o tre giorni,
- dolore che spesso tende a diminuire dopo circa un’ora.
Nei casi più rari possono comparire complicazioni come reazioni allergiche importanti (shock anafilattico) o interferenze con funzioni cardiache e respiratorie, fino a conseguenze gravi. Per le misure immediate spesso viene raccomandato un approccio basato sul calore:
Cosa fare in caso di puntura (misura immediata)
- immergere la zona urticata in acqua a circa 45°C per 20 minuti (se possibile e senza scottarsi),
- poi valutare la necessità di cure mediche, soprattutto se il dolore resta molto intenso o se compaiono reazioni estreme (malessere generale, peggioramento dell’esantema, strie arrossate che si estendono, aree rosse e “molli”).
Se la vedi in acqua:
E’ possibile avvistare la caravella portoghese anche in contesti come la costa pugliese. Ma quando succede, la cosa migliore è mantenere distanza, non tentare di spostarla o toccarla, e fare attenzione soprattutto ai bambini. (Fonte: PugliaReporter.com).
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