Barletta Cinque stelle: “Malati senza cittadinanza”

“Nel piano di riordino ospedaliero regionale si rileva una deprecabile lacuna che colpisce i malati affetti da una grave patologia: la Sensibilità Chimica Multipla (MCS). Essa ormai rappresenta una drammatica realtà, ma questo dato di fatto sembra sfuggire alle autorità preposte alla pianificazione del riassetto dei nosocomi del territorio” – afferma Antonio Morgese del meetup “Barletta cinque stelle”.

“La nuova distribuzione” – prosegue l’attivista del meetup Barletta Cinque Stelle –dei posti letto dell’ospedale Dimiccoli infatti, che pure è stata disposta prestando sufficiente attenzione ai reparti di Terapia Intensiva Cardiologica, Neuropsichiatria Infantile e Gastroenterologia, ha del tutto trascurato le problematiche connesse all’insorgenza di questa patologia, che risulta in stretta correlazione con l’inquinamento ambientale. Studi scientifici dimostrano che sia le sostanze chimiche che le emissioni odorigene particolarmente forti e penetranti provocano nei soggetti sensibili una serie di disturbi invalidanti. Nello stadio più avanzato della MCS l’infiammazione cronica dei tessuti può produrre danni irreversibili alla funzionalità degli organi interessati, per cui i malati di MCS sono costretti ad un rigoroso isolamento al fine di sfuggire alla contaminazione con sostanze chimiche per loro nocive. Si tratta di una situazione di obiettivo rilievo, che non può essere sottaciuta, al netto delle ‘dimenticanze’ del piano di riordino regionale e dei nuovi LEA (livelli essenziali di assistenza) recentemente promulgati dal Ministro Lorenzin”.

“Nelle more di ricevere risposta dal Ministero della Salute all’interrogazione depositata, circa un anno fa, dalla Senatrice Barbara Lezzi – Movimento 5 Stelle- , al fine di conoscere quali misure s’intendano adottare allo scopo di tutelare i cittadini affetti da MCS, riteniamo doveroso sollecitare che, anche il locale nosocomio, si adegui ai protocolli internazionali di ospedalizzazione per i pazienti chimicamente sensibili“.

“Dal momento che la soppressione del centro di Campi Salentina, destinato al trattamento delle suddette problematiche, ha privato la Puglia di un presidio per la cura della MCS, teniamo a sottolineare che le nostre aspettative sono particolarmente alte, avendo noi in grande considerazione i disagi, le difficoltà e le sofferenze di malati che, pur essendo affetti da una patologia altamente invalidante, sembrano non avere diritto di cittadinanza“.

“Teniamo inoltre a ricordare che, come sancito nell’art. 32 della nostra Costituzione, la tutela della salute, oltre che un diritto fondamentale dell’individuo, rappresenta un interesse per tutta la collettività, dunque siamo determinati a perorarlo”.