Barletta fa scuola ad Andria (che un teatro ancora non ha). Nel frattempo salgono a 12.000 le firme per recuperare il Teatro Astra

“Inavvertitamente ai miei concittadini sarà sfuggita la lettura di una pagina, intera ed esaustiva, de “La Gazzetta del Nord Barese”, apparsa in data venerdì 19 maggio c.a., interamente dedicata al Concorso Internazionale di Giovanissimi Musicisti, svoltosi dal 27 al 30 aprile nella vicinissima città di Barletta” – osserva il prof. Riccardo Suriano, membro del Co.Ado (Il Comitato di adozione del 1° vicolo San Bartolomeo di Andria “la strada più piccola al mondo”, da tempo promotore di una serie di iniziative per mirate a far riemergere la Storia della città federiciana), tra queste quella della raccolta firme per incentivare la riapertura dello storico Teatro Astra di Corso Cavour, oggi inattivo.

- Prosegue dopo la pubblicità -

Servirebbero soldi, tanti soldi, eppure con un buon finanziamento, magari da bandi europei o dagli ultimi che in Regione potrebbero riqualificare una serie di teatri in attesa di rivalutazione, si potrebbe colmare il vuoto riscontrato in questi anni ad Andria, mentre in città come Barletta collezionavano e collezionano eventi culturali di ogni genere.

- Prosegue dopo la pubblicità -

“E’ stato il teatro Curci– prosegue Suriano – “il promotore dell’importantissima Kermesse musicale con l’ausilio di numerose istituzioni pubbliche e private. Oltre un centinaio i giovanissimi in gara, provenienti da ogni continente e divisi nelle varie sezioni strumentali: pianoforte, chitarra classica e moderna, violino, violoncello, flauto, oboe, tromba”.

“Il Concorso Internazionale ha richiamato oltre tremila persone, parenti e maestri, provenienti da ogni parte: Italia, Stati Uniti, Canada, Russia, Cina, Giappone, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Polonia”.

- Prosegue dopo la pubblicità -

Tremila persone! Tremila persone che sono rimaste a Barletta per seguire le varie fasi del Concorso. Ospiti di B & B, alberghi, istituti religiosi. Hanno avuto il tempo per visitare la città della Disfida, i suoi monumenti, lo splendido Castello aragonese, il centro storico, la Cantina della Disfida, il Palazzo della Marra, Eraclio, la Galleria De Nittis, il suo mare e le sue spiagge. Probabilmente molti di loro hanno avuto il tempo di visitare Castel del Monte, Canne della Battaglia e tanti altri tra i più rinomati luoghi di Puglia. Ammirare le sue bellezze naturali e paesaggistiche. Apprezzare la mitezza indubbia del clima mediterraneo. Scoprire i piaceri della tavola pugliese, della sua gastronomia, dei suoi vini non inferiori ai vini nazionali più rinomati. Hanno frequentato negozi, botteghe artigiane, bar, ristoranti, tavole calde barlettane convenzionate con il teatro Curci, che hanno applicato speciali sconti durante lo svolgimento della manifestazione”.

- Prosegue dopo la pubblicità -

- Prosegue dopo la pubblicità -

“Ci ha guadagnato tutta Barletta! In immagine e in denaro. Sono convinto che molti di loro torneranno in futuro a Barletta e in Puglia. Il teatro Curci, dunque, ha dato nuovo lustro, nuova linfa e nuova ricchezza alla città. Davvero si è trasformato in una macchina poderosa artistica, musicale ed economica”.

- Prosegue dopo la pubblicità -

“Proprio per questo è abissale la differenza tra Barletta e Andria. Barletta ha il teatro Curci, promotore di grandi eventi culturali nazionali e internazionali. Andria no! Andria è senza teatro già da dieci anni! L’ex teatro Astra, sito nel centralissimo corso Cavour, è chiuso. Decaduto, fatiscente, abbandonato nella totale indifferenza della classe politica e dirigenziale”.

“Barletta viaggia ormai su altri binari distanti mille anni luce da noi! Barletta cresce, si arricchisce, Andria non decolla, si impoverisce!”

“Perciò in Andria è nato un movimento spontaneo di persone, di idee, di suggerimenti e proposte per merito del CO.ADO., acronimo di Comitato di Adozione del I° vicolo San Bartolomeo – la via di Andria più piccola del mondo. Il CO.ADO. è diretto dal prof. Riccardo Suriano coadiuvato da Savino Montaruli e Vincenzo Santovito. Dal 27 dicembre 2016 al giugno 2017, in soli centosettanta giorni ha raccolto ben 11.753 firme di cittadini (percentuale media giornaliera del 67,38%), andriesi e non per “salviamo il teatro Astra” o, in alternativa, per ridare un degno teatro alla nostra città. Alla sottoscrizione hanno aderito in massa singoli cittadini, ma anche scuole di ogni ordine e grado, associazioni culturali di volontariato, accademie teatrali, scuole di musica e di danza, parrocchie, negozianti, botteghe artigiane, sindacati, liberi professionisti”. La foto con il numero di firme riportato su un foglio:

“E’ una petizione sui generis. Lo statuto del comune di Andria stabilisce che una petizione abbia almeno cento (sic!) firme. La nostra ha raggiunto dimensioni gigantesche. E’ un vero primato assoluto non solo in Andria, ma anche in tutta Italia”.

“Nonostante ciò la raccolta di firme prosegue. I punti fissi per “salviamo il teatro Astra” restano i soliti: il “Gran Bar La Stella” in via De Gasperi, 13, zona centrale vicinissima a piazza Imbriani, e la sede dell’Associazione Comunità dei Braccianti “sez. don Riccardo Zingaro” in piazza Duomo, 13” conclude il prof. Riccardo Suriano.