Barletta: parte la carta con il microchip identificativo per i cittadini, l’amministrazione “direttive dell’Unione Europea”

Il microchip per riconoscere i cittadini e raccogliere dati è realtà anche nella BAT. Si tratta di un sistema voluto dall’Unione Europea che vedrà sostituire la tradizionale carta di identità a favore di un nuovo documento munito di pin di riconoscimento. 

“L’attivazione, da parte del Comune di Barletta, del servizio di rilascio della Carta d’Identità Elettronica costituisce un segnale di allineamento alle vigenti direttive europee e la condivisione di tecnologie organiche ai concetti di modernità, quindi finalizzate ad agevolare i cittadini sia nel quotidiano che nei rapporti con la Pubblica Amministrazione”. Così l’assessore alle Politiche Istituzionali, ing. Patrizia Mele, commenta l’emissione dal prossimo gennaio della CIE, la Carta d’Identità Elettronica che realizzata in materiale plastico e dotata di microchip, sostituirà la versione cartacea.

“Con il nuovo anno – dichiara l’assessore – l’Ente si adegua operativamente al progetto ministeriale e sarà possibile, rivolgendosi al personale degli sportelli anagrafici comunali, richiedere la CIE alla scadenza del vecchio documento oppure in seguito al suo smarrimento, furto, deterioramento. Avente le dimensioni di una carta di credito è stata corredata di sofisticati elementi di sicurezza e predisposta, attraverso SPID, il Sistema Pubblico delle Identità Digitali, per la fruizione dei servizi on line erogati dalle pubbliche amministrazioni e dai privati previo accreditamento da parte dell’Agenzia per l’Italia Digitale. Per il titolare c’è anche la possibilità, al momento dell’emissione, di esprimere il proprio consenso alla donazione di organi e/o tessuti. Invito pertanto i cittadini a “conoscere” nei dettagli il nuovo documento di riconoscimento personale e le sue potenzialità attraverso le info disponibili sui siti www.comune.barletta.bt.it e www.cartaidentita.interno.gov.it”.

Come funziona il microchip che il governo e l’Unione Europea userà per identificarci:

Il Microprocessore, contenente delle chiavi crittografiche che permettono al titolare della carta di identificarsi in maniera sicura presso sistemi automatici. L’utilizzo delle chiavi è vincolato alla conoscenza di un codice numerico (PIN) consegnato al titolare all’atto del rilascio. L’utilizzo del microprocessore consente di evitare che le chiavi private dell’utente possano essere estratte dalla carta, rendendo più sicuro il loro utilizzo, e in generale garantisce una migliore protezione dei dati presenti. Nel microprocessore, oltre ai dati sopra indicati possono anche essere facoltativamente memorizzati i Modelli delle impronte digitali del dito indice di entrambe le mani.

Il microprocessore è predisposto per contenere anche dati e servizi aggiuntivi, in particolare un servizio di firma digitale. Nella memoria del microprocessore per l’uso della CIE, come strumento di accesso ai servizi in rete, risiederanno presso il CNSD la lista dei certificati CIE revocati e i sistemi di convalida anagrafica dell’INA anche per l’uso della CIE, come strumento di accesso ai servizi in rete.

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