Bimbi malati di cancro ad Andria: la battaglia continua grazie a medici e semplici cittadini che stanno cercando di individuarne le cause “un caso nazionale, prima volta in Italia”

 
Il progetto di indagine redatto da Onda D’urto- Uniti Contro i Tumori Onlus è stato ritenuto avere “indubbi motivi di interesse” da Alessandro Delle Donne della Direzione Generale , da Enzo Coviello dell’Unità Operativa di Statistica e di Epidemiologia e da Riccardo Matera del Dipartimento di Igiene della ASL BT. I responsabili della sanità andriese in tema di prevenzione delle malattie oltre a ritenere “meritoria” l’azione dell’associazione ne ha apprezzato “l’intento di procedere a una raccolta dati approfondita relativa ai casi, ai genitori e al periodo di gestazione della madre”.
 
Il Progetto di indagine sulle cause dei tumori infantili nella città di Andria ha avuto un lungo periodo di studio in cui è stato coinvolto anche il reparto di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Bari, che ha fornito indicazioni preziose. L’associazione ha messo a disposizione alcune borse di studio per giovani medici ed ora il gruppo di ricercatori è in fase di raccolta dei dati. I medici sono Valentina Abbasciano , Fabrizio Diaferia, Francesco Stringaro e Martina Fucci, affiancati da Roberto Ria, professore e ricercatore oncologo dell’Università di Bari. Coadiuva la psicoterapeuta Angela Somma, che riveste anche l’incarico di vice-presidente di Onda D’urto e coordina l’intero progetto Tommaso Di Renzo, medico di famiglia e componente dell’Ordine dei Medici della provincia BT e Dino Leonetti (medico oncologo e ideatore di Onda d’urto) Ciascuno dei pediatri di base di Andria ha aderito con entusiasmo al Progetto e sta collaborando.
 
L’obiettivo che ci si prefigge è quello di evitare che altri giovani concittadini facciano l’esperienza del cancro e rischino la vita per cause evitabili. Le figure apicali della ASL hanno scritto al presidente dell’associazione Tony Tragno e al Consiglio Direttivo di Onda D’urto dichiarandosi pronte ad una “cooperazione” e indicando alcune importanti osservazioni per “contribuire a perfezionare l’indagine e darne una veste scientifica”.
 
E’ un passaggio delicato e colmo di soddisfazione per i medici e per i volontari che hanno sempre creduto nel valore di uno studio che ponesse i bambini e i giovani ammalati di neoplasie sotto osservazione e analisi, anche per evitare eventuali recidive del male qualora si scoprisse che sono esposte a fattori di rischio evitabili, come quelli ambientali. Ora non basta altro che procedere. Questi cittadini, tutti volontari, non possono essere lasciati soli. Si renderanno necessarie altre unità operative e professionali. Servono donne e uomini con tanta buona volontà. Serve la generosità di ciascuno, attraverso la semplice e modesta quota di iscrizione annuale o con donazioni o lasciti testamentari.
 
E’ la prima volta che nella storia dell’associazionismo italiano un gruppo di cittadini ha ideato un Progetto di tale valore e portata scientifica con l’unico obiettivo di intervenire sulla cause prima dell’insorgenza del cancro che colpisce in particolare i bambini e i giovani. Se questo Progetto dovesse portare frutto si aprono interessantissimi scenari con effetto a domino in altre città, che potrebbero replicare l’esperienza. Onda D’urto è pioniera in questo campo e ora la ASL BT ha comunicato che è al suo fianco. Questa è una bella notizia.