Briatore, Marmo (FI): “il Twiga di Otranto sequestrato dopo 11 permessi, pessimo messaggio in Puglia”

Ben undici permessi autorizzativi prima di iniziare a realizzare lo stabilimento balneare extra lusso, una trafila burocratica complessissima, conclusasi con il via libera di tutte le amministrazioni pubbliche coinvolte. Un lavoro inutile perché, in Puglia, se non è la Regione (da dodici anni a questa parte) a bloccare ogni forma di investimento regolare, è la magistratura”.

Così il consigliere regionale di Forza Italia, Nino Marmo. “Non abbiamo timore –aggiunge- di affermare che i sigilli della magistratura rappresentino, a pochi giorni dall’inaugurazione del Twiga di Otranto, un pessimo messaggio che la Puglia lancia a qualsiasi imprenditore. La nostra non è una terra che vuol crescere e la tutela del paesaggio poco c’entra, dal momento che esiste un iter burocratico che consente di verificare l’impatto ambientale delle opere. Lo diciamo perché lo stabilimento di Briatore concorre ad accrescere l’appeal e l’offerta turistica del Salento e a portare vera ricchezza nel territorio, carente nel segmento del lusso. Ci ricorda quella pagina poco lusinghiera del resort di Nardò, ma oggi il “merito” non è della pubblica amministrazione, ma di un interventismo tardivo e pregnante delle toghe. Andando avanti così, -conclude Marmo- la Puglia dovrà accontentarsi di vivere delle briciole, pur avendo uno straordinario potenziale che potrebbe costituire un volano per la nostra economia”.