Cacciatore morto ad Andria, il prof. Martiradonna: “serve personale per i controlli sulle attività venatorie, al momento è “terra di nessuno” “

francesco-martiradonna-guardie-federiciane-andria“Stamane è giunta la notizia che un cacciatore, età presumibile tra i 54 /60 anni, è stato freddato con un colpo a palla unica, cal.12, durate l’attività venatoria al cinghiale. Se è vero tutto ciò, posso esternare che non sono state prese le dovute considerazioni di sicurezza, cioè quello di indossare gli indumenti ad alta visibilità– è  il commento del prof. Francesco Martiradonna, Presidente Provinciale, Responsabile Legale del Nucleo delle G.P.G.V. Zoofila, Ittica, Ambientale, Venatoria, Ecologica, dell’Associazioni consorziate con “Ambiente e/è Vita Onlus” e “Nat. Federiciana Verde Onlus.

“Forse se li avesse indossati oggi non staremo a scrivere la MORTE del sig. BASILE, certamente questa non è accidentale, perché chi utilizza un’arma deve avere un’attenzione non indifferente, perché non ha utilizzato le regole che vengono impartite quello di chi usa un’arma – cioè di non sparare mai ad altezza d’uomo, nel caso in cui il sig. Basile era supino, chi spara dev’essere sicuro a cosa spara prima di farlo”.

controlli-guardie-zoofile-andria

“Posso esternare” – ha proseguito il prof. Martiradonna – “che il controllo all’attività venatoria è stato abbandonato, con la soppressione della Polizia Provinciale, perché il settore Caccia e Pesca non hanno più il domicilio alla BAT ora la troviamo solo nella Regione Puglia. Inoltre abbiamo la carenza di presenza anche dei volontari sul territorio, sia di mattina che pomeridiano, per non dire quello notturno, ottenendo l’effetto dove la terra è di nessuno; gli individui, possessori di licenza di caccia, non ossequiosi delle leggi, fanno i comodacci loro. Mettendo, così, a rischio anche la comunità presente sul territorio.

La nostra associazione in continuo contatto con l’ordine pubblico è in attesa di avere i rinnovi dei decreti dalla Provincia BAT passati alla Regione Puglia e poi anche dalla Prefettura quelli Zoofili. In poche parole, se oggi sul territorio, ci fosse stata sia la polizia Provinciale che i volontari, avremmo avuto un maggior deterrente sulle attività della caccia”.