Carico e scarico merci ad Andria “servono regole”

Da un lato il silenzio asservito di chi, a parole e per soli benefici di parte, afferma di avere a cuore le sorti degli esercenti andriesi mentre dall’altro la cruda realtà di una città senza regole, senza ritegno. Gli esercenti alzano la voce e alla voce degli esercenti nessuno può permettersi di strumentalizzare affermando che tutto questo è fantasia mentale. Gli esercenti ma anche i cittadini, gli automobilisti, gli stessi corrieri e vettori lamentano la difficoltà di esercitare legittimamente le loro attività d’impresa ad Andria. A tal proposito, è intervenuta l’associazione di categoria Unimpresa Bat:

“Dopo la farsa del Regolamento Dehors che anche ad Andria, dopo la città di Trani, sembra aver partorito il topolino gemellino, tocca ad un’altra commedia in stile federiciano con protagonisti che cambiano casacca; cambiano bandiera e persino padrone politico ma restano sempre gli stessi sul palcoscenico di Teatro San Francesco. Ognuno di essi ha un ruolo, persino quello di distrattore di massa è diventato un ruolo primario nella commedia del Diavolo che diventa Santo non appena dispensa a larghe maniche fasce tricolore da indossare in ogni occasione, anche quando quella fascia viene completamente ridicolizzata. Si tratta del Regolamento che dovrebbe disciplinare le operazioni di carico e scarico delle merci”. Lo storico ed attento sindacalista andriese, Savino Montaruli rappresentante e Presidente dell’associazione di categoria Unimpresa Bat, ha dichiarato:

gli ultimi incontri per dare soluzione ad uno dei tantissimi problemi irrisolti della città di Andria, quello relativo alla disciplina delle operazioni di carico e di scarico merci in città, risale ai tempi di Michele Zinni assessore alla Viabilità. Anteguerra. Anni trascorsi tra avvicendamenti che hanno prodotto praticamente il nulla con il risultato che ancora oggi non esiste un provvedimento in tal senso. Un consiglio comunale che ha rinviato la discussione e l’approvazione del provvedimento senza darne una minima motivazione. Non riesco a credere che il regresso istituzionale possa aver toccato tale limite. Nessuna discussione, nessuna condivisione, nessuna argomentazione mentre si ingenera disorientamento ed incertezza. Gli ingredienti migliori per gettare questa città ancor di più nel caos. Ma tutto questo ha un significato? E’ una strategica del disordine per creare condizioni di estremo disagio per poi tirar fuori dal cilindretto il mago di turno che risolve l’operazione del 2 più due? Sono sorpreso del silenzio accondiscendente di chi evidentemente sta a guardare in modo distratto o fa finta di non vedere, sta di fatto che è inconcepibile ciò che continua ad accadere, da anni ormai. E nel frattempo cosa accade? Il comune rinuncia ad incassare i tributi? Chi paga i rischi e le conseguenze di un disordine tanto dannoso e tanto deplorevole per la città? Fino a che punto qualcuno intenda arrivare? Con quale finalità? Se i politici hanno ampiamente già dimostrato tutti i propri limiti mi meraviglio dei dirigenti, che dovrebbero avere ruoli ben separati da quelli della politica, i quali accettano passivamente questi ritardi dimenticando di esserne coinvolti pesantemente, sicuramente molto di più dei politici che, in fondo, fanno solo il loro gioco. Pare che ogni provvedimento adottato, anche quelli semplicistici e assolutamente normali, venga adottato per il bene degli esercenti, come si affrettano a dichiarare subito dopo aver alzato la mano i politici di circostanza ma anche questo può essere concepito ancora a lungo? Fino a quando la mediocrità continuerà ad impossessarsi delle istituzioni e della politica cittadina?” – si chiede Montaruli nel suo intervento stampa.