Castel del Monte fuori dall’euro: esce di produzione la moneta da un centesimo con la fortezza di Federico II

Castel del Monte fuori dall’euro: via la moneta da un centesimo con la fortezza di Federico II. Se ne era discusso ampiamente l’anno scorso e in alcuni casi fonti governative avevano rassicurato la nazione per il mantenimento della moneta. Ma a distanza di mesi, la questione sembra oramai chiara: in base ad un articolo contenuto nella manovra bis del Governo da inizio anno è stato sospeso il conio delle monetine da 1 e 2 centesimi ma quest’ultime rimangono in corso legale. Significa che, anche se sono destinate a sparire, le monete da 1 e 2 centesimi potranno comunque essere utilizzate nei pagamenti in contanti per raggiungere la somma da pagare, che tuttavia viene arrotondata per eccesso o per difetto ai 5 centesimi più vicini. Il simbolo della Puglia, quindi, non verrà più riconosciuto nella moneta europea.

C’è anche d ricordare che l’Italia, come gli altri paesi aderenti all’eurozona, ha la capacità di crearsi ed emettere autonomamente monete metalliche rispetto alle controparti cartacee. Lo riporta anche il sito web della Banca Centrale Europea, che, in una sezione apposita, spiega: “Diversamente dalle banconote, le monete metalliche in euro continuano a essere di competenza nazionale e non della BCE. Se un paese dell’area dell’euro intende emettere una moneta con un nuovo disegno, ad esempio una moneta celebrativa o commemorativa, deve prima darne comunicazione alla Commissione europea. Quest’ultima pubblicherà quindi le informazioni attinenti nella Gazzetta ufficiale dell’UE (serie C), diffusa nelle varie versioni linguistiche. La Gazzetta ufficiale è la fonte autorevole in base a cui la BCE aggiorna la sezione dedicata alle monete in euro del proprio sito Internet”.

Non a caso, la Germania ha da tempo emesso monete metalliche del valore di 5 euro. La Bundesbank tedesca ha infatti coniato una nuova moneta da 5 euro. Si chiama “Planet Earth” e in circolazione dovrebbero essercene circa 2 milioni milioni e 250mila. 250mila, di qualità superiore, sono dedicati ai collezionisti, invece i restanti sono pronti a finire nei portafogli dei tedeschi. La moneta può infatti essere utilizzata anche per pagamenti, ma solo all’interno dei confini nazionali. Su una faccia della moneta è impresso il simbolo del Paese, l’aquila; dall’altro un planisfero. Il suo diametro è di 27,25 millimetri, poco più grande della moneta da 2 euro in circolazione. Per rendere sempre più difficile la contraffazione, la moneta è stata arricchita con uno speciale anello di colore blu. Una foto della moneta da 5 euro in circolazione in Germania:

Un meccanismo, dunque, che permette ai singoli stati nazionali di crearsi un’euro alternativo funzionante soltanto all’interno della nazione che li produce. Tuttavia, occorre anche ricordare come la BCE abbia comunque la capacità di imporre il quantitativo di moneta stampabile per ogni singolo stato, di conseguenza, gli stati membri non sono comunque liberi di decidere quanta moneta stamparsi autonomamente. 

Una domanda sorge spontanea: se l’Italia decidesse di non prelevare banconote dalla BCE  e al contempo di non stamparsi più monete da 1 e 2 centesimi, perché non comincia a stamparsi autonomamente monete da 5 euro, magari raffiguranti proprio Castel del Monte, così da evitare di chiedere in prestito soldi dalla Banca Centrale Europea? Insomma, oltre a mancare la sovranità monetaria, dalle monetine in circolazione mancherà un simbolo importante del nostro paese. Ma forse meglio così: Castel del Monte non ha un valore economico mentre un ritorno ad una moneta nazionale gestita da una banca italiana pubblica potrebbe rivelarsi una soluzione definitiva.