Castel del Monte: il mistero dei sotterranei – video del reportage con Giuseppe Marzano e Michele De Lucia

Non sono ricercatori universitari e nemmeno insegnanti, ma hanno in comune una grande passione: Castel del Monte, la sua Storia ufficiale, ma anche i simbolismi, i misteri e le voci non ancora confermate o smentite. Stiamo parlando di Giuseppe Marzano, (antiquario e restauratore, noto anche per aver restaurato anche i navigli leonardeschi di Milano e aver partecipato come capo cantiere al progetto di restauro del Museo di Stato delle Arti di Baku, Capitale dell’Azerbaigian) e di Michele De Lucia, appassionato di storia locale, curatore di un museo personale di libri e foto d’epoca. Insieme hanno voluto offrirci un parere personale riguardo il maniero federiciano fatto costruire dall’imperatore Federico II Svevia e oggi sito nell’omonima frazione della città di Andria.

Senza avere presunzioni nei confronti di chi, da decenni studia Castel del Monte nelle università, Marzano e De Lucia hanno deciso di condividere alcune importanti informazioni che potrebbero essere anche oggetto di studi approfonditi nelle sedi universitarie. Si parte da un argomento affascinante quanto misterioso: i sotterranei che potrebbero trovarsi nei pressi di Castel del Monte. Per Marzano, si tratterebbe di un’ipotesi plausibile visto e considerato anche il ritrovamento di quella che potrebbe essere una cisterna o forse qualcos’altro all’interno della pineta di Castel del Monte. Una pineta di recente piantumazione ma che al contempo potrebbe nascondere al suo interno i resti di manuifatti antichi. Un tempo qui erano presente foreste ricche di querce, oggi, nella maggior parte dei casi, pini non autoctoni. Difficile ancora oggi individuare una datazione del misterioso sotterraneo, Marzano e De Lucia si limitano a constatarne la presenza, così come documentato anche attraverso una visita effettuata con i volontari delle Guardie Federiciane guidate dal prof. Francesco Martiradonna e così come documentato anche in precedenza dalla nostra redazione diversi anni fa. Nonostante siano passati diversi anni, i due sono ancora in attesa di risposte dagli studiosi ufficiali. 

Per Michele De Lucia, le informazioni in suo possesso risulterebbero persino “esaustive”. Dichiarazioni, quelle riguardanti i sotterranei ma non solo: per l’appassionato e ricercatore autodidatta Castel del Monte sarebbe più simile ad una chiesa o comunque ad una struttura adibita al culto. Opinioni differenti degli studiosi ufficiali, che invece sembrano molto più propensi a pensare che Castel del Monte rappresenti un’antica fortezza utilizzata come simbolo supremazia economica e politica. Per De Lucia, invece, Castel del Monte rispecchierebbe una struttura realizzata come punto di incontro tra il terreno ed il divino. Opinioni discordanti che però ci piace diffondere in entrambi i casi. 

Riguardo i sotterranei, per De Lucia si tratterebbe di “camminamenti“, ovvero di tunnel sotterranei utilizzati per recarsi indisturbati da una località all’altra. Un fenomeno comune nei periodi antichi, soprattutto in tempi di guerra. Marzano e De Lucia si dicono concordi nell’ipotizzare la presenza di alcuni tunnel sotterranei che partirebbero da Andria sino all’area periferica della città. All’opposto, potrebbero forse esserci tunnel sotterranei che dalla zona Castel del Monte portano in altre zone della Murgia? L’ipotesi, considerata azzardata se non fantasiosa dagli studi ufficiali, sarebbe sostenuta dalla presenza di sotterranei visti nella zona del quartiere di Santa Maria Vetere o più semplicemente in direzione via Castel del Monte. Camminamenti che in parte, stando a quanto dichiarato da De Lucia, sarebbero stati nel corso della Storia riutilizzati come canali per far defluire l’acqua. Viceversa, nella pineta di Castel del Monte, spunta un sotterraneo che andrebbe studiato a fondo. Difficile immaginarsi camminamenti in grado di portare dalla città di Andria sino a Castel del Monte (si parlerebbe molti, troppi chilometri!) forse questa leggenda potrebbe basarsi su realtà più limitate ma comunque affascinanti e meritevoli di un approfondimento. Il reportage a cura di Nick Ferrara:

 

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