Castel del Monte, satellite dallo spazio conferma il grave danno ambientale dell’incendio. Non si può far finta di nulla – FOTO satellitare e VIDEO drone

Non si può far finta di nulla. Non ci si può limitare a dire che si è trattato “solo” di un incendio. Quanto avvenuto a Castel del Monte domenica scorsa rappresenta un fenomeno di gravità inaudita, un crimine contro la natura capace di far provare sgomento non solo a quella fetta onesta della popolazione locale ma anche a tutti gli ammiratori esteri ed extraregionali del nostro territorio. Lo conferma anche un monitoraggio satellitare effettuato mediante il satellite Sentinel2 e diffuso sui social da “Copernicus” (il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea) che, forse anche in maniera più efficace delle immagini diffuse sin’ora sul web, può dare l’esatta proporzione e misurazione di quanto recentemente accaduto:

Copernicus si legge sul sito ufficiale del programma europeo – è il programma dedicato a monitorare il nostro pianeta e il suo ambiente a beneficio di tutti i cittadini europei. Offre servizi di informazione basati sull’osservazione satellitare della Terra e dati in situ (non spaziali). Il programma è coordinato e gestito dalla Commissione europea ed è attuato in collaborazione con gli Stati membri, l’Agenzia spaziale europea (ESA), l’Organizzazione europea per l’esercizio dei satelliti meteorologici (EUMETSAT), il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (CEPMMT), le agenzie dell’UE e Mercator Océan. Il programma utilizza enormi quantità di dati globali provenienti da satelliti e da sistemi di misurazione terrestri, aerei e marittimi per fornire informazioni che aiutino i prestatori di servizi, le autorità pubbliche e altre organizzazioni internazionali a migliorare la qualità della vita dei cittadini europei. I servizi di informazione forniti sono accessibili agli utenti del programma in modo libero e gratuito”. Tornando al grave episodio avvenuto nella zona di Lama Genzana – Castel del Monte, anche se l’ipotesi di un incendio doloso è attualmente tale (lasciamo alla Procura della Repubblica verificare se tale definizione si rivelerà o meno esatta), rinnoviamo ancora una volta l’appello alla riflessione:

non possiamo basare il destino di un territorio rurale di interesse paesaggistico, culturale, identitario, turistico, storico, enograstronomico e naturalistico in balia di criminali e problemi burocratici. Non lo diciamo noi ma tutti coloro che, oramai da anni, segnalano la presenza mancanze ed inefficienze nonché di roghi illegali. A questo si sono aggiunte poi le criticità legate ad iter burocratici confermate anche dal Presidente dell’Ente Parco dell’Alta Murgia che, attraverso un recente comunicato stampa – pubblicato anche sul blog di VideoAndria.com – conferma che l’ambizioso progetto “Parchi per il clima”, è di fatto in stallo a caua della burocrazia. Ci chiediamo a chi o cosa siano dovuti questi ritardi. Intanto, l’Alta Murgia andriese piange circa 150 ettari di vegetazione selvatica e, molto probabilmente, anche di insetti impollinatori e molti altri animali tipici della biodiversità territoriale. Un danno anche per il turismo, colpito da un’inaspetta chiusura di Castel del Monte durata all’incirca due giorni nel periodo “clou”. No, non è stato “solo” un incendio. La gravità della situazione è facilmente constatabile anche osservando le immagini di un video con riprese aeree registrato evidentemente da un drone e diffuso da un’emittente televisiva locale. Non è più il momento di limitarsi a spegnere incendi e a fare la conta dei danni: occorre andare sino in fondo per consegnare i responsabili di questo scempio alla Giustizia, contrastando così un fenomeno criminoso che si sta rivelando vizioso quanto pericoloso. Il link:

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