Lo scorso 11 febbraio, si è svolta presso il Tribunale di Perugia l’udienza del processo per l’inchiesta sulla macellazione illegale di cavalli, che ha visto imputato un uomo accusato di associazione a delinquere, uccisione e maltrattamento di cavalli, commercio illecito di carne e falsificazione dei dati identificativi degli animali. In caso di commercio, la carne prodotta in queste condizioni illegali potrebbe comportare seri rischi per la salute umana. Stando a quanto si apprende, tre imputati dello stesso processo hanno patteggiato le loro posizioni il 12 giugno scorso, mentre per l’odierno imputato, considerato capo promotore dell’associazione, fu rigettato il patteggiamento e fu disposto il rinvio all’udienza dibattimentale che si è tenuta questo mese:
Secondo l’accusa, l’imputato insieme ad altri, avrebbe messo in piedi un’organizzazione che era in grado di reperire cavalli vecchi o malati in tutta Italia per destinarli illegalmente alla macellazione in Puglia, dove erano trasportati violando qualsiasi norma sul benessere degli animali. Una volta macellati, la carne degli animali – che in vita erano stati sottoposti a trattamenti farmaceutici non documentati e non compatibili con la finalità alimentare – sarebbe stata immessa sul mercato con grave rischio per la salute umana. Un sistema reso possibile da un meccanismo di cancellazione della tracciabilità degli equidi, anche attraverso l’inserimento di dati falsi nella Banca Dati Nazionale degli Equini. All’udienza dell’11 febbraio è stata anticipata dalla difesa una richiesta di patteggiamento a due anni, con pena sospesa e l’intenzione di proporre alle parti civili un risarcimento del danno. Il Tribunale ha rinviato al 6 marzo la decisione sull’istanza di patteggiamento. A renderlo noto è la LAV, in quanto parte civile. «L’investigazione condotta dai Nas di Perugia – ricordava già l’anno scorso Animal Equity Italia, anch’essa rappresentata in processo da un avvocato – ha rilevato un sistema di commercio e macellazione di cavalli che in vita erano stati sottoposti a trattamenti farmaceutici non compatibili con la finalità alimentare. Questi animali sono stati macellati clandestinamente in Puglia e la loro carne venduta sul mercato italiano, con gravi rischi per la salute umana.»
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