Centro Storico Andria, il parere di Libera Associazione Civica

Si è da poco concluso il programma del Gran Natale 2009 ed è tempo di riflessioni.

Premesso che tutte le iniziative in cartellone sono degne di apprezzamento, ci preme sottolineare la valenza, il coraggio e l’impegno di avventurarsi nel Centro Storico di Andria.

Lo ha fatto egregiamente e con spirito volontaristico invidiabili, il nostro caro amico Prof. Riccardo Suriano, dell’Associazione “Borgo Antico” di Andria.

L’”adozione di Arco Piciocco” è una geniale e provocatoria iniziativa del Prof. Suriano che non si è mai sottratto a dare il proprio contributo per la difficile, se non impossibile valorizzazione del Centro Storico andriese.

Le iniziative che il professore ha portato avanti Pro San Domenico sono l’esempio indiscutibile di tale impegno.

Tornando all’iniziativa di Arco Piciocco, se da un lato abbiamo elogiato il Presidente dell’Associazione Borgo Antico e tutti coloro che lo hanno affiancato e sostenuto, come la nostra stessa Associazione, che ha fornito la cartellonistica, il sig. Michele De Lucia, andriese autodidatta e custode di molte immagini storiche di questa città, che nessun altro possiede; un patrimonio anch’esso da salvaguardare e tutelare, dall’altro lato dobbiamo fortemente denunciare la totale assenza dell’Ente Pubblico, seppur ha sostenuto l’iniziativa con un semplice Patrocinio a titolo gratuito.

Poiché la memoria storica deve sempre accompagnarci, per meglio comprendere il presente e guardare al futuro, è opportuno ricordare che anche la nostra Associazione, da molti anni ha tentato di evidenziare i tanti problemi del nostro borgo antico, suggerendo anche soluzioni, soprattutto in materia di abbattimento dei costi dei servizi e delle tasse e imposte pagate dai residenti e commercianti di quel luogo, proprio quale forma di compensazione per lo stato di degrado in cui sono costretti a vivere o esercitare le loro attività.

Grazie anche alla collaborazione con un’Associazione di Categoria di Commercianti di Andria, anch’essa da sempre impegnata in tal senso, alcuni anni fa mettemmo in evidenza una serie di gravi situazioni, ancora oggi tali, come, ad esempio lo stato di incuria della storica e famosa struttura che ospita sia il mercato Nuovo di Via De Anellis, che quello Vecchio di F. Giugno/Via Orsini, oltre a Piazza Sant’Agostino, nota in tutta Italia ma solo da vedersi in vecchie e belle cartoline perché vederla dal vero lascia le lacrime agli occhi.

Grazie alle immagini delle immancabili Tv locali, da noi consultate, tutte queste situazioni vennero consegnate alla triste storia della città di Andria. Proprio gli esercenti del mercato Vecchio comunale si risentirono per le immagini girate ma purtroppo quella era ed è la cruda realtà.

A proposito di Sant’Agostino, invece, quello che più lascia di stucco è il deserto che si è creato in quella bellissima zona di Andria, anche a causa delle tantissime residenze che versano in stato di costante pericolo per i passanti e a rischio crollo.

Anche questa è una sterile polemica?

No, cari signori, questa è solo una piccola parte della storia del centro Storico, l’altra dovrebbero raccontarla e spiegarcela i tanti Amministratori Pubblici che periodicamente si recano in quel luogo promettendo rivalutazione, recupero e tante opere che durano l’arco di una campagna elettorale.

Quello che spesso è rimasto è solo un piccolo contentino economico per il rifacimento delle facciate con la conseguenza che è stato violato l’arredo urbano e quelle pitture, assolutamente inadeguate, hanno ancor di più deturpato quell’ambiente ed oggi servirebbero ancor più soldi per rimuoverle.

La facciata di uno dei palazzi che si affacciano su piazza Sant’Agostino, ad esempio, è un pugno nell’occhio per il passante e per qualche turista che ancora si avventura in quei luoghi; un color giallo sgargiante che sembra fatto apposta per accecare il turista e non fargli vedere tutto ciò che c’è attorno, per non portare con sé quelle tristi immagini.

Perché il comune di Andria non ha mai stabilito un Piano organico di interventi, imponendo ai privati alcune minime norme di conservazione e di decoro urbano, nel rispetto dell’architettura delle stesse facciate esistenti?

Infatti molte delle pitturazioni archellinesche hanno addirittura coperto degli affreschi multicolore che risalivano a secoli fa, realizzati con la fatica e la passione che molti non hanno mai conosciuto.

Anche i bambini sanno che i colori tipici dei Centri Storici più importanti e anche quelli di Andria, devono essere colori tipici che vanno dal grigio, al bianco, all’avorio, paglierino, rosa e giallo antico.

Alcune facciate di palazzi del nostro Centro Storico, malamente rifatte, rispecchiano, invece, la città ligure di Camogli, senza nulla togliere alla storia di quel luogo ma che è tipico di città turistica, a frequentazione popolare, ma non certo di centri storici belli come quello di Andria.

Vogliamo chiudere qui?

No, andiamo avanti.

Chi scrive non è uno sprovveduto in tema di colori e pitture e di centri storici ben tenuti e ristrutturati ne ha visti veramente tanti.

Proprio Arco Piciocco e la stradina più piccola d’Italia esistente in via San Bartolomeo, ad Andria potrebbero diventare simboli e poli di attrattiva turistica.

Perché non promuovere quei luoghi mediante iniziative quale luogo di scambio di eterna fedeltà e felicità per gli sposi novelli, in Via San Bartolomeo, lasciando che ogni coppia vi depositi una effige in pietra, a spese del comune, come ricordo di quel giorno, facendo anche arredo, mentre Via Arco Piciocco o Via Flavio De Excelsis (famosa Chiancata) lastricandola con una parte centrale a memoria di tutti i personaggi storici della città di Andria e lateralmente porre piastrelle decorative, con incisi i nominativi di chi vuole aderire all’iniziativa, in primis coloro che lì ancora vi risiedono o vi hanno strascorso parte della loro vita, in modo da avere anche una mappa da divulgare, con l’esatta indicazione della postazione da ciascuno occupata.

Questa stessa idea potrebbe anche interessare il nuovo progetto di rifacimento della villa comunale, che andrebbe intitolata “alle stelle di Andria” che hanno fatto e stanno facendo grande la storia della nostra città.

Forse partendo dalle semplici cose si può arrivare in alto, perché non dimentichiamo che i luoghi più famosi nel mondo sono noti non per la loro vastità ma per la loro qualità.

Basta, a volte, solo possedere un simbolo ben curato e ben pubblicizzato per attrarre tanti turisti.

Qualcuno riuscirà a farlo?

Speriamo di si.

Cordiali saluti.

Andria, 13 gennaio 2010
Il Presidente

Vincenzo Santovito