CETA, il trattato tra UE e Canada minaccia i prodotti tipici pugliesi. Marmo (FI) deposita mozione urgente in Consiglio Regionale

“Ricordate la ‘balena canadese’ che ha portato decine di migliaia di tonnellate di grano in Puglia, mettendo in crisi l’intero settore cerealicolo? Bene, c’è un pericolo ancora più grande che incombe sull’agricoltura pugliese ed italiana, dagli effetti esponenziali: la ratifica dell’accordo CETA, frutto di negoziati tra Ue e Canada. Il settore primario della Puglia trema ed è per questo che ho depositato insieme ad altri consiglieri una mozione urgente: la nostra Regione faccia barricate, se necessario, per impedire l’adozione di un trattato che schiaccia le piccole e medie imprese, regalando praterie di mercato alle multinazionali”. Così il consigliere regionale Nino Marmo di Forza Italia, che ha depositato la mozione sottoscritta anche dai colleghi Andrea Caroppo, Domenico Damascelli, Giandiego Gatta e Saverio Congedo (FdI).

”Molte clausole di questo accordo –aggiunge Marmo recepiscono per intero principi e norme giuridiche vigenti nell’ordinamento canadese, che aiuterebbero le multinazionali e le grandi imprese canadesi. Le conseguenze più nefaste ricadono sull’agricoltura italiana: il comparto agricolo e zootecnico canadese, infatti, ha un’impostazione diversa dalla nostra. A partire, per esempio, dall’utilizzo di prodotti fitosanitari già vietati dalla normativa europea da circa 20 anni. Così come in Europa vige il divieto all’uso indiscriminato di glifosato, acido solforico, acefato e altre sostanze, usate in Canada nonostante il parere contrario di tutto il mondo scientifico in quanto dannose per la salute dell’uomo. Passiamo alla concorrenza. Il CETA non tutela affatto le nostre realtà produttive e non tutela nemmeno i prodotti italiani (come il parmigiano, l’olio extravergine di oliva, la mozzarella di bufala o il pane di Altamura) dalle contraffazioni da parte dei colossi canadesi e non. Il danno al ‘made in Italy’ è evidente. Inoltre, manca ogni riferimento al cd. Principio di precauzione, che impone agli Stati europei una condotta cautelativa nelle decisioni aventi ad oggetto quelle questioni scientificamente controverse e con possibili impatti sulla salute e sull’ambiente (come, per esempio, il divieto in  Italia all’utilizzo di OGM). Pertanto, -conclude Marmo con la mozione si chiede un impegno determinato della Giunta regionale a tutti i livelli istituzionali per scongiurare l’adozione del trattato da parte del nostro Paese”.