Chiusura definitiva ai veicoli nel centro storico di Andria eccetto residenti: Confartigianato e Unimpresa pretendono incontro con Sindaco

Nella mattina dello scorso 28 marzo, in piazza Catuma, ad Andria, si sono incontrati gli esercenti con i rappresentanti sindacali di Confartigianato e Unimpresa.

Al centro del colloquio urbano la possibilità in corso di valutazione dall’amministrazione comunale di chiudere al traffico veicolare l’intero centro storico addirittura per l’intera giornata cioè “anche in quelle ore in cui un provvedimento del genere sarebbe deleterio per le imprese che hanno investito in quell’area, riqualificata pur in assenza di un minimo intervento pubblico ma solo grazie agli investimenti privati” – commentano dalle associazioni di categoria.

“Chiudere l’intera giornata il centro storico è assurdo ed inqualificabile oltre che dannoso ed inutile. Ma di cosa stiamo parlando? La nostra convinzione è che sarebbe opportuna l’attuale chiusura solo serale ma incrementando i controlli, aumentando la qualità della vita, sensibilizzare alla corretta convivenza civile e non imporre soluzioni mai condivise e delle quali addirittura non ne eravamo neppure a conoscenza se non fosse stata per l’opera meritoria di alcune associazioni locali”. Queste le parole preoccupate ma decise e convinte espresse questa mattina di commercianti, artigiani, liberi professionisti riunitisi spontaneamente in piazza Catuma dove si sono confrontati con i due rappresentanti di categorie, Savino Montaruli per UNIBAT e Antonio Memeo per la Confartigianato di Andria.

Al termine dell’incontro è stato proprio il componente della 3^ Consulta delle Attività produttive, professioni, arti e mestieri e dei consumatori e utenti”, Savino Montaruli, a contattare telefonicamente seduta il Presidente della Consulta, prof. Vincenzo Minenna, affinché nell’imminente seduta in programma per il giorno giovedì 30 marzo 2017, alle ore 16,00 presso la Sala delle Riunioni dell’Assessorato allo Sviluppo Economico in Largo Grotte, si dia spazio ed ascolto alla rappresentanza delle imprese che hanno chiesto l’incontro per manifestare le loro legittime preoccupazioni rispetto alle eventuali iniziative dell’amministrazione, ritenute dalle due associazioni “azzardate“.

Ciò si distingue dall’incontro svoltosi presso il Settore Mobilità urbana del Comune di Andria lo scorso 21 marzo, quando a partecipare furono i rappresentanti locali di altre due associazioni di categoria: Confcommercio e Confesercenti Andria. In quell’occasione, queste due ultime associazioni di categoria, come riportato in un comunicato stampa diffuso giorni fa, non si erano dimostrate ostili alla possibilità di chiusura totale del centro storico ai veicoli, proponendo però molteplici interventi al fine di assicurare questo percorso nella maniera più condivisa possibile, senza ledere “sia gli interessi commerciali che dei residenti“. In quell’incontro, le due associazioni di categoria – riporta il comunicato stampa –  avrebbero proposto all’amministrazione svariati interventi infrastrutturali, con parcheggi degli autoveicoli, di aree a verde attrezzato con panchine, rastrelliere e cestini getta carta ed un miglioramento della rete della pubblica illuminazione.

 

Il tutto mentre Confartigianato e Unimpresa pretendono un nuovo incontro con le autorità al fine di far partecipare anche i loro associati: il Presidente della Consulta Savino Montaruli ha infatti manifestato immediatamente solidarietà ed accolto la proposta di ascolto anche perché all’incontro di giovedì in Largo Grotte sono già stati invitati, con nota del 21 marzo 2017, il Sindaco, il Segretario generale, il Presidente del Consiglio Comunale, l’Assessore alle Attività Produttive, l’Assessore al Personale, il nuovo Dirigente allo Sviluppo Economico, il Capo Ufficio Gabinetto del Sindaco ed i presidenti delle altre tre consulte comunali.
“Un incontro plenario che risulta essere il più idoneo e competente per affrontare anche questa delicata tematica che – ha riferito Montaruli – non può essere affrontata con disinvoltura ed approssimazione ma va inserita in un contesto organico di soluzioni al reale problema della viabilità, ambientale, sanitario e di qualità della vita che vede la nostra città agli ultimi posti in Italia”.