Cimice asiatica infesta Andria, attività: “servono misure efficaci, a rischio piantagioni del territorio”

Originaria di Cina, Giappone e Taiwan, la Halyomorpha halys (comunemente nota come “cimice asiatica“) è stata accidentalmente introdotta negli Stati Uniti con i primi esemplari osservati nel mese di settembre 1998. H. halys è considerata un insetto dannoso all’agricoltura e dal 2010-11 è diventato un fitofago stabile dei frutteti degli USA. In Italia il primo esemplare è stato rinvenuto in provincia di Modena nel settembre 2012 e studiato dall’Università di Modena e Reggio Emilia.

“A seguito della segnalazione su mezzo stampa” – dichiarano alcune attività imprenditoriali presenti nella zona della Santissima Trinità, non lontano da via Trani – crediamo sia utile tenere alta l’attenzione in merito alla questione. Questa specie alloctona (ovvero non autoctona) potrebbe facilmente colpire anche le piante e dunque potenzialmente chi utilizza le stesse per i suoi scopi imprenditoriali. Anche se nei dintorni di via Trani non ci troviamo in un’area agricola, ci teniamo a far presente all’amministrazione comunale che un’intervento tempestivo ed efficace sarebbe utile ad evitare un’ulteriore espansione di una specie invasiva, considerata anche la presenza di un edificio scolastico nelle vicinanze”. 

H. halys è infatti un insetto infestante altamente polifago che può causare danni estesi alla frutticoltura (soprattutto alle Rosaceae) e all’orticoltura (soprattutto Fabaceae). In Giappone è un fitofago che attacca la soia e i fruttiferi. Negli Stati Uniti infesta, a partire dalla fine di maggio o all’inizio di giugno, una vasta gamma di fruttiferi e ortaggi tra cui pesco, melo, fagiolino, soia, ciliegio, lampone e pero. Si tratta di un insetto che per nutrirsi perfora i tegumenti della pianta ospite con l’apparato boccale modificato; questa modalità di alimentazione comporta, in parte, la formazione di fossette o aree necrotiche sulla superficie esterna dei frutti, la punteggiatura della foglia, la perdita di semi, e l’eventuale trasmissione di fitopatogeni.

H. halys penetra nelle case in autunno con più frequenza rispetto ad altri membri della famiglia. L’insetto sopravvive all’inverno come adulto, riparandosi all’interno di case e altri ripari a partire dalle serate autunnali più fredde, spesso riunendosi a migliaia di individui nei siti di svernamento. Gli adulti possono vivere da diversi mesi a un anno. Una volta all’interno del riparo, andranno in uno stato di ibernazione, aspettando la fine dell’inverno; tuttavia il calore all’interno della casa spesso li induce a ridiventare attivi, e possono volare maldestramente intorno a lampadari o fonti luminose.

Per quanto riguarda il contrasto di questa specie,sono stati sviluppati appositi feromoni artificiali che possono essere utilizzati come esca per trappole. Poiché gli insetti introducono l’apparato boccale in profondità sotto la superficie dei frutti per nutrirsi, alcuni insetticidi sono inefficaci; inoltre, questi insetti sono altamente mobili, e una nuova popolazione può reinsediarsi rapidamente dopo che la popolazione residente è stata eliminata. Nel caso di infestazione della soia, si è visto che spruzzare solo il perimetro di un campo può essere efficace. Occorre anche ricordare come, a partire dal 2012, le popolazioni dei predatori autoctoni come le vespe e gli uccelli insettivori abbiano mostrato segni di aumento numerico essendosi adattate alla nuova fonte di cibo. Vedremo come si evolverà la situazione nel territorio andriese. 

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