Cisternone di Andria: scoperti i possibili resti sotterranei a 15 metri di profondità in un’antica masseria in direzione Castel del Monte – video

Scritto da N. Ferrara – Un tempo ad Andria esisteva una località adibita alla raccolta ed alla distribuzione dell’acqua. Decenni prima dell’inaugurazione dell’Acquedotto Pugliese – che Andria ricorda anche attraverso un monumento dedicato al deputato Matteo Renato Imbriani – infatti, la città veniva dissetata attraverso un sistema ingegnoso che consentiva alla popolazione di usufruire di acqua potabile:

Un sistema che, nel caso della città federiciana, era noto come il “cisternone“, termine utilizzato ancora oggi per indicare una specifica località della periferia andriese, situata nella zona della via che porta verso Castel del Monte. Nonostante la popolarità del termine, l’effettivo manufatto storico è andato perso nel tempo. Non ci sono fotografie o altre tipologie di documentazioni che documentano la presenza e l’aspetto di quella che doveva rappresentare la più grande cisterna per la raccolta d’acqua del territorio. Un mistero irrisolto, almeno sino ad oggi. Nei primi giorni del mese di marzo 2021, infatti, il ricercatore ecologista nonché appassionato di Storia locale Nicola Montepulciano ha scelto il blog di VideoAndria.com per documentare in anteprima quella che si preannuncia come una scoperta eccezionale per la nostra città e per l’intero territorio:

Superato l’incrocio con via Castel del Monte, in via Liddo raggiungiamo il signor Rustico, che ha da poco acquistato e sottoposto a lavori un’antica masseria risalente al 1839. I resti di questa costruzione appaiono visibilmente alterati dal tempo e per questo dovranno essere sottoposti necessariamente a specifici lavori di restauro e manutenzione. E’ proprio durante l’analisi dei dettagli di una parte dell’edificio della masseria che il signor Rustico ha notato il collegamento ad un ingegnoso sistema di distribuzione dell’acqua, situato nella parte sotterranea della struttura antica. Attraverso l’analisi approfondita – mediante specifici strumenti per l’osservazione sotterranea – ecco, riaffiorare la grande sorpresa a circa 20 metri di profondità (dopo i 5 di scavo, ulteriori 15 metri):

Sotto il terreno dell’edificio, si scopre la presenza di enormi locali sotterranei scavati nella roccia, non molto differenti da quelli visti in altre zone del meridione d’Italia. Cisterne alte, molto larghe e cui creazione appare ben studiata, manufatti che ricordano un po’ anche quelle cisterne oggi visitabili a Matera ed oggetto di particolare attrazione turistica. Si tratta infatti di locali scavati nel tufo in una modalità simile a quella già vista in altri contesti ed apparentemente ispirati anche alle tecniche antichissime dell’antica Roma, quando le pendenze naturali venivano sfruttate per il trasferimento dell’acqua in un periodo i cui non esistevano motori e sistemi a pressione. Il tutto veniva effettuato scavando nel terreno locale per svariati metri. A dimostrazione di ciò, anche la presenza di resti fossili, caratteristici delle roccia sedimentaria di natura carbonatica (calcarenite) risalente a milioni di anni, quando anche il nostro territorio era evidentemente bagnato in buona parte dalle acque marine:

Aspetti che spingono gli studiosi ad approfondire su svariate questioni rimaste in parte aperte ed irrisolte. Elementi che potrebbero essere facilmente inclusi in un polo per la rivalutazione del territorio. Ed è proprio nel contesto turistico e di valorizzazione del patrimonio territoriale che la struttura potrebbe rinascere, diventando un grande avamposto per la promozione della Storia e della Cultura, anche con grandi potenziali risvolti occupazionali. Una possibile rinascita per la città. Ciò che VideoAndria.com mostra in questo straordinario documento di interesse storico, sono le prime immagini di quello che si preannuncia il primo di una serie di approfondimenti alla riscoperta del territorio. Molto probabilmente, le prime immagini in assoluto del cisternone pubblicate sul web. Ed è solo l’inizio: Nicola Montepulciano, ha infatti annunciato l’inizio dei lavori di una pubblicazione finalizzata all’analisi approfondita di questa eccezionale scoperta che restituisce ad Andria il senso del termine del “Cisternone”, da oggi non più termine vago, ma sinonimo di luogo di grande interesse storico-culturale. Link video:

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