Comitato Liberi Agricoltori Andriesi: “è crisi per gli olivicoltori, olio extravergine sbeffeggiato, sottovalutato e sottopagato”

Crisi dell’olivicoltura, la denuncia  del C.L.A.A.: “Il C.L.A.A. Comitato Liberi Agricoltori Andriesi rischia di chiudere i battenti a fine campagna olivicola. Ad Andria, come nelle città limitrofe, i frantoi chiudono nei giorni natalizi per motivi ancora non chiari mentre gli altri anni si lavorava di continuo. I produttori rischiano di perdere il proprio prodotto a causa delle condizioni atmosferiche. L’olio prodotto dalle olive Cultivar Coratina viene riconosciuto ogni giorno tra le eccellenze per le sue qualità organolettiche e salutari ma per lungo tempo, proprio per la sua veracità, veniva impiegato come olio da taglio per rinforzare oli più deboli. Gli olivicoltori pugliesi aspettano ancora indennizzo del riconoscimento dello stato di calamità delle gelate tanto promesso da tutti quei politici che hanno indossato i “GILET” arancioni sui palchi di Bari e Roma.

Le perturbazioni degli ultimi giorni (forte vento e qualche chicco di grandine) hanno fatto perdere più del 20/30% del raccolto mettendo davvero in ginocchio le aziende agricole che stanno ancora raccogliendo. Quest’annata sarà ricordata per aver prodotto un olio eccezionale e di qualità e senza difetti con un quantitativo mai fatto negli ultimi decenni. Vendere il nostro olio extravergine di oliva sotto i 3€ è un suicidio per tutti quei produttori che hanno investito negli ultimi anni nel comparto olivicolo. Aziende al collasso che rischiano di chiudere i battenti a fine stagione. La politica assente dinanzi a tutto questo. Onorevoli pugliesi impegnati su altri temi meno importanti e su questo zero parole. Associazioni di Categoria cosiddette “storiche” che escono con comunicati stampa senza nessun risultato quando dovevano essere loro a chiedere un vero intervento dello stato ed agire per ottenerlo sul campo. Il consigliere del Comitato, per. agr. Zagaria Natale Francesco dichiara “Costretti a raccogliere per non perdere il totale prodotto. Detto questo, gli agricoltori vengono pure accusati di acquiescenza ovvero di malsana incapacità di reagire, di organizzarsi, di protestare. Un’accusa completamente ingiusta. Gli agricoltori tacciono perché lavorano. Lavorano così tanto che non hanno tempo per bastonare il mercato. Lavorano perché hanno più premura di rispettare gli impegni presi: le banche, la famiglia, la scuola per i figli, dare dignità alla loro vita e a quella dei loro cari. Essi, dopo un intero anno di lavoro (anzi due), desiderano raccogliere quello che è loro, nonostante il vento, le intemperie, la burocrazia, il prezzo, nonostante tutto. Abusare della loro pazienza, pertanto, diventa un crimine.”

Savino Montaruli, Presidente Unibat e Coordinatore nazionale CasAmbulanti Italia, ha aggiunto: “le attività commerciali, i mercati rionali e settimanali che vivono in queste città a forte vocazione agricola ed in particolare fortemente legate all’economia olivicola già risentono delle conseguenze derivanti dai minori incassi provenienti a causa della crisi del comparto olivicolo. I dati che giungono sul calo delle vendite nel periodo di riferimento sono drammatici ed anche qui le Associazioni di Categoria deputate ad esercitare la difesa del piccolo commercio se ne disinteressano completamente e questo disinteresse è gravissimo, oltre che gravoso per le nostre Associazioni Indipendenti che devono sopperire a tali assenze”. Il C.L.A.A. augura a tutti gli agricoltori e imprenditori agricoli un promettente 2020″.

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