Commercianti contro strisce blu ad Andria: “raccolta firme contro questa provocazione”

“Se dalla serietà dei provvedimenti si voleva passare alle provocazioni allora il comune di Andria ci sta riuscendo perfettamente. Aumentare le strisce blu unicamente per questioni di cassa e senza alcun altro motivo se non strumentale e becero è una provocazione per l’intera città e lo è ancor di più per gli ambulanti concessionari di posteggio nel mercato del lunedì e per i consumatori. In piazza Soffici nei pressi del Liceo Troya, infatti, il comune ha deciso di istituire la zona a pagamento, le cosiddette strisce blu al posto di quelle bianche a disco orario, valide per la sola giornata del lunedì, dalle ore 8.30 alle 13.30. Un affronto che non va giù agli ambulanti del mercato né ai consumatori” –  a ribellarsi sono le due associazioni rappresentative  Unimpresa Bat e CasAmbulanti che hanno anche avviato una petizione tra gli stessi ambulanti e che, dalla prossima settimana, coinvolgerebbe anche i consumatori che si sentono beffati.

Savino Montaruli, a nome delle due associazioni di categoria, ha dichiarato: “una decisione assurda assunta in piena autonomia dal comune di Andria, mai concordata ed assolutamente inaccettabile. Non so cosa ne pensino i soci dell’amministrazione comunale ma le nostre associazioni sono fortemente contrarie ad un provvedimento che determinerebbe il definitivo declino di un mercato già distrutto, portato allo stremo e trascurato. Il prossimo giovedì 18 aprile, alle ore 16,00, si terrà una riunione presso l’ufficio commercio in Largo Grotte, convocata dall’assessore Matera, ed in quella sede chiederemo venga anche chiarito il senso di quest’altra azione vessatoria e deleteria che colpisce al cuore il mercato di Andria già in profonda agonia.

Se l’intento è quello di far chiudere il mercato che lo si dica subito. Di sicuro noi non staremo a guardare e lunedì prossimo parte anche la petizione tra i consumatori che già lunedì 8 aprile, alla sola vista di quelle strisce blu, hanno dato segnali di esagitazione e di malcontento. Quando è troppo è davvero troppo” – conclude Montaruli.