“Comune di Andria indebitato con AQP. Andriesi rischiano di rimanere senz’acqua?”

“Eccoci di nuovo a parlare delle disastrate finanze del Comune di Andria. Sono passati meno di 15 giorni dall’approvazione del Rendiconto 2016, provvedimento approvato dalla sola maggioranza ignorando qualsiasi avvertimento delle opposizioni, come anche, cosa ben più grave, i pareri dei revisori dei conti, e adesso il problema è l’acqua”. Commentano così le liste di minoranza al consiglio comunale di Andria – Progetto Andria e Lista Emilianouna nuova ingiunzione di pagamento fatta recapitare a Palazzo di Città, questa volta dall’Acquedotto Pugliese (AQP).
Il Comune di Andria, secondo la comunicazione di messa in mora che le opposizioni di centro-sinistra hanno voluto portare all’attenzione degli andriesi, sarebbe debitore nei confronti dell’AQP di una cifra pari a 216 mila euro. La stessa situazione si era avuta recentemente con le bollette Enel. “È evidente che le rassicurazioni dell’amministrazione durante l’ultimo consiglio comunale in ordine alle pendenze di pagamento non onorate con Enel sono servite a pochissimo, anzi a niente, considerato che la stessa situazione si sta ripetendo pari pari con l’Acquedotto. La situazione come sempre è grave” si spiega nella nota. Il documento diffuso dalle forze di opposizione andriese di centrosinistra:

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“In occasione del rendiconto ci furono chieste le ragioni del nostro voto contrario: crediamo che quest’ennesima prova di inefficienza valga più di mille parole” dicono dalla minoranza.

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“Sia in consiglio che agli uffici preposti avevamo fatto domande ben precise proprio per vederci chiaro in situazioni simili, ma non abbiamo mai ricevuto risposte. Come già avevamo fatto notare quando l’ingiunzione giunse dall’Enel, stiamo parlando di servizi primari. Stiamo parlando di pagare le bollette dell’acqua e della luce, non di chissà quale complicata operazione politica. E tuttavia l’attuale amministrazione riesce ad essere manchevole anche in questo. Ovviamente il tutto a discapito dei cittadini andriesi chiamati a sopportare delle situazioni al limite del surreale, nonostante le tasse che pagano per vedersi riconosciuti quei servizi”.
“Adesso magari qualcuno della maggioranza ci rassicurerà, come successo l’ultima volta, del fatto che la situazione verrà risolta” conclude la nota, “ma tanto siamo quasi sicuri che fra 15 giorni saremo qui a denunciare qualcos’altro. E così andranno avanti, mettendo toppe qui e lì, più che un’amministrazione comunale, ci governa una sartoria”.