Contagi nella BAT, si a precauzioni ma niente allarmismi e strumentalizzazioni politiche

Dopo il passaggio del nuovo decreto che obbliga di fatto l’uso della mascherina praticamente ovunque, anche nella sesta provincia pugliese si moltiplicano le segnalazioni di nuovi casi di positività al virus Sars-CoV-2. Casi che però non rappresentano necessariamente una vera e propria sindrome da Covid-19 ma, in buona parte di esse, una più gestibile positività al virus, spesso asintomatica. A questo, si aggiunge poi la precisazione della locale Asl che smentisce la presenza di un picco dei contagi:

Nella provincia Bat oggi sono stati registrati 36 casi, ma il dato non è riconducile a un picco bensì a una registrazione non sincrona di alcuni dati dei giorni scorsi. Pertanto, per quanto restino le indicazioni per una massima attenzione del rispetto delle misure di contenimento del contagio, va sottolineato che i dati sono costanti” – ha infatti precisato il Direttore Generale della Asl Bat, Alessandro Delle Donne. Dichiarazioni simili anche da Bari: “La situazione nella provincia di Bari è costantemente monitorata e sotto controllo, continua l’attività di sorveglianza da parte del dipartimento di prevenzione per il tracciamento dei contatti stretti” – dichiara invece il Dg Asl Bari, Antonio Sanguedolce.  Il Dg della Asl Foggia Vito Piazzolla ha dichiarato: “In riferimento alle positività segnalate in data odierna in provincia di Foggia si tratta, nella maggior parte dei casi, di contatti stretti individuati nell’ambito di focolai familiari già tracciati in precedenza. Sotto l’attenzione del Servizio di Igiene anche alcune positività registrate in una RSA e due strutture  per anziani della provincia”. Una situazione, dunque, da non sottovalutare ma che al contempo non va strumentalizzata per fini politici o per azioni potenzialmente dannose per il tessuto sociale:

All’uso corretto ed intelligente delle mascherine e alle regole dell’igiene, la comunità ha bisogno anche di tornare ad un clima sereno e costruttivo che deve ripartire non solo per strada ma anche nei luoghi di lavoro e nelle scuole. Mettere alla gogna mediatica persone risultate positive o individuare il “colpevole” per un virus oramai diffuso in tutto il mondo, non aiuta di certo a prevenire il vero problema: lo stato infiammatorio dell’organismo, che va combattuto, soprattutto nei casi più gravi, con cure immediate da parte del sistema sanitario. Mentre in Italia si parla spesso di blocchi e restrizioni, in altre località del mondo si discute poi di aspetti meno affrontati dall’informazione ma che invece non andrebbero trascurati. Ricordiamo, infine, che un conto è diffondere informazioni utili, un altro è invece commettere atti di Procurato allarme, reato perseguibile anche con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10 a euro 516.

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