Coronavirus, ad Andria negozi cinesi pagano il conto dell’allarmismo

Gli imprenditori cinesi stanno pagando il conto dell’allarmismo alimentato dalle fake news e da titoli sensazionalistici di taluni siti web che, invece di limitarsi a diffondere le tecniche di precauzione sul coronavirus (virus attualmente non segnalato nella regione Puglia), hanno evidentemente scaturito una vera e propria psicosi, colpendo sopratutto la fascia meno informata della popolazione, che sta reagendo persino con drastiche decisioni, disertando i negozi gestiti da imprenditori di origine cinese:

imprenditori che spesso non tornano nella loro madrepatria da anni e che vendono prodotti che troviamo anche nei negozi di imprenditori italiani. Gli imprenditori attivi nel settore alimentare stanno invece tentando di contrastare la disinformazione pubblicando sui social informazioni relative all’origine dei loro prodotti, spesso italiani o comunque di origine europea. Nonostante questo, complice la costante tensione alimentata sopratutto dai media internazionali, si registrano cali in molteplici attività commercial:

Una situazione all’incontrario se si considera quella registrata sino a qualche mese fa, quando l’imprenditoria cinese nel nostro territorio era in forte ascesa grazie anche ai prezzi competitivi dei prodotti. Fortunatamente, nella città federiciana non si registrano invece i vergognosi episodi di razzismo riscontrati in altre località: nonostante il disagio, i cittadini andriesi si dimostrano comunque solidali.

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