Corso Cavour, il prof. Suriano: “bene l’area pedonale, ma arredo urbano è da rifare!”

corso-cavour-spina“Chi ha l’onere e la delicata responsabilità di occuparsi di arredo urbano in Andria, della sua cura quotidiana, degli interventi costanti e continui, dovrebbe conoscere a fondo le pagine stupende de “La città del Sole” di Tommaso Campanella (1568 – 1639), insigne filosofo e pensatore del 1500 e del Rinascimento. Indicazioni utilissime e suggerimenti indimenticabili le sue! Indicazione e suggerimenti categorici per fare della città un “locus amenus”, un luogo piacevole, sereno, esteticamente anche bello. Non si può lasciare al caso e alla improvvisazione l’arredo urbano della nostra città” – commenta il prof. Riccardo Suriano.

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“Non si può demandare” – prosegue il prof. Suriano –ai gusti e ai capricci individuali dell’ultimo arrivato! È un triste esempio quello che è accaduto in Andria in corso Cavour. Strada centralissima, cuore pulsante di tante attività economiche, commerciali, sociali e culturali. Dai negozi “in” ai ristoranti, dagli studi legali ai laboratori medici, dalle banche ai punti ristoro, alle sedi di associazioni e assicurazioni, ecc.

Corso Cavour fu interdetto al traffico automobilistico circa sei anni fa, nel 2011, in seguito ai violenti temporali abbattutisi sulla città. La carreggiata cedette rovinosamente per cui si decise di trasformarla in un’isola pedonale per motivi di sicurezza.

Mai decisione fu accolta positivamente dai residenti, quasi all’unanimità. Pur tuttavia ciò che è accaduto in seguito è stato peggio di un fiume in piena!

“Giorno dopo giorno sono state concesse regolari autorizzazioni ai bar, alle pizzerie, ai ristoranti di corso Cavour di invadere la carreggiata, allestendo i propri dehors all’aperto, portando fuori tavoli e sedie. Senza alcuna disciplina, senza alcuna regolamentazione, si direbbe a ruota libera. Che disastro!”

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“Ciascuno ha montato il suo dehor secondo i propri gusti e intendimenti: dehor piccoli o di notevole superficie, con siepe di recinzione o non, in ferro o in legno, e soprattutto di colore differente: bianco, verde, rosso o nero. Una giungla urbana! Un caos insopportabile! Una confusione totale! Il Comune è intervenuto a sua volta, aggiungendo grosse fioriere, lungo il corso, sparse a destra e a manca, quasi sicuramente per impedire la circolazione delle auto nonostante i divieti. Sono state aggiunte panche in pietra per la sosta dei pedoni, poche per la verità, che sono state pure distrutte! Si sono moltiplicati i cosiddetti totem e cartelloni pubblicitari, che insieme ai pali dell’illuminazione pubblica hanno creato un effetto gimcana. Un percorso sgradevole!

Corso Cavour si è trasformato in un’accozzaglia di elementi architettonici e urbanistici senza ordine e senza gusto. Una vera schifezza!

Concepito come un’isola pedonale che davvero insieme a viale Crispi poteva diventare uno splendido salotto all’aperto, pieno di negozi di abbigliamento, pelletteria e scarpe alla moda, ma anche uno spazio culturale riservato a mostre, sfilate e concerti d’ogni tipo. Invece…! E’ diventato una bolgia dantesca! Quanta differenza, quanta distanza dal corso Cavour dei primi decenni del secolo scorso, come appare nelle foto d’epoca di Michele De Lucia: lindo, ordinato, elegante, tranquillo.

Senza dubbio è da bocciare colui che ha creato l’attuale arredo urbano in città” – conclude il prof. Suriano.