Covid nella BAT: morto anche medico pediatra

Tragica fine per un noto medico di Barletta, deceduto per sindrome da Covid-19 nei giorni scorsi. Ne hanno l’annuncio anche svariate testate giornalistiche telematiche:

Come riportato da organi di informazione, infatti, a perdere la vita è stato un medico pediatra di soli 69 anni. Secondo le prime ipotesi, è possibile che la vittima possa ever contratto il virus nel suo ambulatorio da pediatra di libera scelta a Barletta. Poi, più di mese fa, sono arrivati i primi sintomi:

febbre, tosse e difficoltà respiratorie. Quindi il ricovero nel Covid Hospital di Bisceglie e la prematura scomparsa. «Ho visto andar via persone che conoscevo da oltre vent’anni, amici, pazienti, spesso molto spesso l’uno e l’altro , portate via da un nemico invisibile che ci sta mordendo l’anima strappandoci gli affetti, che ci svuota gli spazi privandoli di umanità, che ci sta rubando il tempo della vita. Oggi rendo omaggio ad un collega pediatra di famiglia, il dottor Michele Cicchelli che muore di Covid» – osserva il dottor Benedetto Delvecchio, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Barletta Andria Trani, il quale, attraverso un comunicato, ha aggiunto: «Sono in tanti , troppi i medici , gli infermieri e tutti gli operatori sanitari che si sono ammalati, tanti , troppi non ce l’hanno fatta. Non mi importa il come il dove e il quando mi importa sapere che tutti loro non hanno mai smesso di lavorare tra la gente, per coloro che chiedono risposte alle sofferenze, alle angosce. Ognuno con lo spirito del sacrificio che li caratterizza, i medici dell’emergenza, delle rianimazioni, dei pronto soccorso stremati da turni di lavoro massacranti, i medici dei reparti strappati alle loro specifiche competenze per dare una mano dove serve, i medici e i pediatri del territorio che non hanno mai chiuso i loro ambulatori perché le malattie, quelle di sempre, non vanno in vacanza durante il covid, i giovani medici in formazione che a decine lavorano senza riconoscimento economico aggiuntivo presso i dipartimenti di prevenzione, i medici che vestiti come astronauti vanno a domicilio dei pazienti positivi al virus. Gli stessi medici che un giorno sono eroi e quello dopo vengono aggrediti, picchiati , perché a metterci la faccia sono loro perché se esci vivo dalle rianimazioni ti hanno salvato la vita ma se non riesci a trovare una assistenza tempestiva in corso di infarto in un pronto soccorso dove le ambulanze sono in coda finisci sotto inchiesta». «Rinnoviamo l’impegno a garantire la massima collaborazione alle autorità impegnate a fronteggiare l’emergenza e lo facciamo per dovere civico e morale ma soprattutto per onorare sia la memoria dei colleghi che hanno sacrificato la loro vita al servizio dei bisognosi sia coloro che ancora continuano a metterla a repentaglio. Ti sia lieve la terra caro Michele».

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