Da Andria contrari a chiusura scuole: “illegittimo e dannoso per i ragazzi” dice Montaruli

“Essere in zona gialla ed emanare un’ordinanza discutibile e disorientante, nel momento più indeciso per la scuola pugliese, è un atto di forte debolezza istituzionale”. Questo il commento del Presidente dell’Associazione “Io Ci Sono!”, componente della 1^ Consulta della città di Andria (“della famiglia, della gioventù, della terza età e dei disabili, delle categorie protette e delle problematiche socio-sanitarie e delle pari opportunità”). Il Presidente Savino Montaruli, aggiunge:

“l’ordinanza del Presidente Michele Emiliano, frutto di non si sa quale “concertazione sindacale” vista la scarsissima se non inesistente informazione a tal riguardo, rischia di dare il colpo finale al Sistema Scuola messo fortemente in crisi non solo dalla pandemia e dall’emergenza sanitaria. Abbiamo analizzato il provvedimento e siamo disorientati, così come lo sono insegnanti, famiglie e gli stessi alunni. Condividiamo e sosteniamo quelle Associazioni che hanno deciso di contestare l’ordinanza regionale ravvisandone l’illegittimità, sollecitando persino un ricorso davanti agli organismi europei da parte dell’avvocatura dello Stato. Ci sono bisogni – continua Montaruli – che non possono essere oggetto né di contrattazione né tantomeno possono subire aggressioni imposte in modo dispotico e persino talvolta irrazionale, dimostrando di conoscere poco le difficoltà nelle quali già prima dell’emergenza pandemica la scuola pugliese, ed in particolare quella della Provincia Barletta Andria Trani, ed Andria non fa per nulla eccezione, si trovava a dover operare con un surplus di impegno e soprattutto di responsabilità per gli insegnanti che continuano a subire decisioni imposte senza un minimo di confronto e di consultazione. I bisogni educativi ma anche quelli personali, di integrazione sociale inserita in un contesto di rapporti umani e di confronto diretto tra le persone, non possono diventare niente ed essere considerati nulla. Se questi che sono aspetti fondamentali della didattica ma anche della crescita e dello sviluppo personale dei bambini diventano trascurabili di fronte all’asettica applicazione di disposizioni normative calate dall’alto in modo dispotico allora il futuro della scuola è davvero a rischio e quel rischio non è futuro ma immediato e forse solo coloro che subiscono e sono vittime del sistema, insegnanti, alunni, famiglie e personale scolastico se ne sono accorti. Tutti gli altri Immersi nelle scartoffie a decidere il nostro futuro. Probabilmente il Presidente Emiliano è mal consigliato da quel sistema polisindacale che evidentemente non è più in grado di rappresentare le difficoltà del mondo reale della scuola, non sapendolo ascoltare né analizzare così come provvedimenti come l’ordinanza regionale non possono essere il modo per nascondere difficoltà derivanti da un sistema malato che ricomprende i trasporti, le classi numerose e il sostegno agli alunni con difficoltà e in condizioni di disagio, oltre alla dispersione scolastica e all’aumento esponenziale di disagio che sta mimando seriamente l’equilibrio psichico dei nostri bambini: In tutto questo la scusante della chiusura finalizzata alla somministrazione dei vaccini non regge perché vaccinarsi non significa immunizzarsi” – ha osservato Montaruli che ha poi concluso:

“La somministrazione del vaccino previsto per il personale scolastico, l’Astra-Zeneca, prevede obbligatoriamente un richiamo dopo molte settimane. L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), infatti, “raccomanda che la seconda dose del vaccino AstraZeneca dovrebbe essere somministrata idealmente nel corso della 12/a settimana (da 78 a 84 giorni) e comunque ad una distanza di almeno 10 settimane (63 giorni) dalla prima dose”. L’indicazione è contenta nella nuova circolare del ministero della Salute ‘Aggiornamento vaccini disponibili contro SARS-CoV-2/COVID-19’. Il vaccino, secondo gli studi di fase 3, ha peraltro mostrato un’efficacia del 62,1%”. Questi sono dati scientifici che i sindacati e la Regione dovrebbero aver analizzato ma di ciò non ne siamo affatto sicuri oppure c’è qualcosa che ci viene ancora tenuto nascosto, senza parlare dell’assenza della certezza che tali dosi di vaccini possano bastare per tutti. E che dire poi del fatto che quasi la metà dei docenti supera i 55 anni? Quale informazione è stata diffusa per questa categoria di insegnati che vaga ancora nell’incertezza totale? Quale sarà l’equilibrio sanitario tra i docenti vaccinati e gli studenti che chissà quando potrebbero ricevere la vaccinazione? Ci auguriamo che, come sta avvenendo in queste ore nel comune di Molfetta, anche le famiglie andriesi abbiano un guizzo di dignità per contrastare con forza questo modo di fare didattica a distanza inqualificabile, con emanazione di provvedimenti in tempi indegni ed irrispettosi verso chi questa ordinanza dovrà subirla. I rendimenti degli alunni sono fortemente compromessi e non certo per colpe riconducibili ai docenti, anzi. Le colpe, tutte, piuttosto stanno in un sistema politico, sindacale e sociale assolutamente inadeguato e lontano dalla realtà. Questo è amaro dirlo ma questa è la cruda realtà. Quando anche il senso di compartecipazione umana degli insegnanti, di sacrificio oltre compiti e mansioni, di abnegazione e spesso di umiliazione di tutto il personale della scuola così bistrattato, proprio in quel momento qualcuno prenderà atto della sconfitta ma potrebbe essere davvero troppo tardi o forse lo è già. Resteranno solo quelle carte scritte da chi la Scuola non la conosce, non la vive, non la sente ed ha contribuito a distruggerla, definitivamente” – ha concluso amaramente il Presidente Montaruli di “Io Ci Sono!”.

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