Dal 2018 addio alla monetina da 1 centesimo di euro con Castel del Monte: emendamento PD “per risparmiare”

Dal 1 gennaio 2018, Castel del Monte sarà solo un ricordo: la monetina da un centesimo di euro verrà bloccata definitivamente. Stando quanto riportato da un emendamento a firma Partito Democratico, a sparire sarà completamente la monetina da un centesimoinsieme a quella da 2 centesimi.

Le motivazioni sarebbero legate ad un risparmio derivante dal rifiuto costante dei distributori automatici nei confronti del Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.

Si tratta della manovra-bis dell’onorevole Sergio Boccadutri (PD) in discussione da Lunedì presso la Commissione Bilancio della Camera inizia il voto degli emendamenti, tra cui anche quello del deputato palermitano che già in passato aveva sottolineato il fatto che produrle costa più del loro valore nominale. I risparmi della mancata coniazione (compito delle banche centrali nazionali) saranno destinati al Fondo per la riduzione del debito pubblico (a marzo ha toccato il nuovo record di 2.260 miliardi). Il ministero dell’Economia stabilirà i criteri per l’arrotondamento dei prezzi ai 5 centesimi più vicini. Operazione che secondo alcune associazioni di consumatori, potrebbe penalizzare gli utenti finali. «Già all’epoca del passaggio dalla lira all’euro – ha spiegato il Codacons – abbiamo avuto prova di come le leggi che regolavano gli arrotondamenti siano state violate in modo sistematico da esercenti, commercianti e professionisti. Non abbiamo alcun dubbio sul fatto che l’eliminazione dei centesimi, pur in presenza di regole per l’arrotondamento, darà sfogo ad aggiustamenti dei listini al rialzo e a rincari selvaggi». In Belgio, Olanda, Finlandia e Irlanda non è accaduto: si arrotonda solo il conto finale della spesa, non i singoli prodotti e solo per i pagamenti in contanti.

Un risparmio in fatto di euro che però eliminerà la pubblicità gratuita nei confronti del maniero federiciano, patrimonio dell’umanità dell’Unesco e oggetto di migliaia di visite ogni anno nel territorio della città di Andria. Insomma, gli ammiratori di Castel del Monte e gli andriesi rimarranno con l’amaro in bocca. Ancora di più se pensiamo che l’ennesima grandiosa manovra piddì è fatta solo per una questione di “risparmio” se consideriamo che l’Italia avrebbe potuto evitare di “risparmiare soldi” attraverso una vera sovranità monetaria che avrebbe invece consentito ad una Banca Nazionale Pubblica (oggi nei fatti inesistente) di emettere moneta senza dover essere nei fatti ricattata da quell’entità soprannaturale quale BCE. Diritto di fatto perso con le continue cessioni di sovranità nei confronti di un’Unione Europea e di un Euro che adesso verranno ulteriormente privati del consenso popolare da sempre mancato persino da una prospettiva simbolica.