Dalla Puglia a Firenze: “No alla Direttiva ammazzambulanti voluta dall’Unione Europea”

La fuoriuscita del Commercio Ambulante dalla Direttiva Bolkestein è l’obiettivo che accomuna non solo il mondo della Rappresentanza Indipendente degli Ambulanti italiani ma anche la maggior parte di quello politico ed istituzionale. Il quesito è: “come uscirne?”. Un quesito che avrebbe già dovuto avere le sue risposte se solo il Governo italiano avesse voluto seguire “la strada” degli altri Stati Membri quindi prevedere l’automatica estromissione del comparto dalla Direttiva ammazzambulanti ma così non è stato e non averlo fatto ha comportato le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Un Settore completamente allo sbando, senza regole certe e senza prospettiva se non si fosse intervenuti in tempo, da parte delle Associazioni No Bolkestein, per fermare la deriva che il polisindacato non ha evitato mentre il mondo politico e burocratico non si era reso conto di quale enorme danno nazionale stava creando.

Oggi la situazione è cambiata. Da un lato la consapevolezza di aver fatto un gravissimo errore nel tenere completamente sottaciuta alla Categoria questa sciagura che si è consumata tutta nelle stanze chiuse di due Associazioni e di alcuni politici mentre il mondo era fuori, ignaro che altri soggetti, senza alcuna delega, stavano segnando il destino funesto di un’intera Categoria e dell’Interesse nazionale, a favore delle multinazionali e delle Società private; dall’altro, invece, le organizzazioni indipendenti di rappresentanza che hanno evitato l’esito funesto prendendo di petto al situazione ed agendo in tutte le sedi, anche nelle affollatissime piazze della protesta democratica e sui tavoli istituzionali. Dalle Associazioni UNIMPRESA e CASAMBULANTI Italia fanno il punto della situazione, aggiungendo: “la Camera ha approvato la mozione che impegna il governo ad intervenire per il superamento della direttiva Bolkestein tutelando così le piccole e micro imprese del commercio su area pubblica. In pratica con questa mozione viene riconosciuta la necessità di approfondire i danni rivenienti dall’applicazione della direttiva Bolkestein sulle duecentomila imprese italiane e un comparto di quasi un milione di persone quindi la necessità di approfondirne tali conseguenze negative direttamente in Europa; il riconoscimento che le imprese del settore sono a rischio in quanto le regole prestabilite dall’Intesa precedente, mai più richiamata negli atti e che evidentemente non esiste più, non erano applicabili anche perché contestate dall’Autorità Garante della Concorrenza che ha altresì proposto ricorso al Tar contro i bandi delle Regioni che includono privilegi per gli uscenti giudicati illegittimi ed esclusivi; la necessità che venga aperto un Tavolo ministeriale non solo, come era prima, alle associazioni che avevano partecipato alle precedenti elaborazioni, con i risultati oggi messi in discussione, ma con le Sigle di rappresentanza reali del commercio ambulante in modo diffuso quindi le Associazioni No Bolkestein italiane, in primis”.

Uno degli analisti più impegnati nel dibattito è il sindacalista andriese Savino Montaruli, in rappresentanza di UNIMPRESA e CasAmbulanti Italia il quale, appena di rientro da Scandicci dove domenica 24 settembre scorso ha partecipato, alla guida delle nutrite Delegazioni delle Associazioni pugliesi di rappresentanza di Settore, provenienti da più parti della Puglia, alla riunione plenaria delle numerose delegazioni delle Associazioni No Bolkestein italiane, ha dichiarato:

“l’incontro in Toscana è stato molto interessante ed ha consentito un’approfondita analisi della situazione attuale; la necessità di intervenire immediatamente presso il Mi.SE., con il Ministro Carlo Calenda che ora deve concretizzare la sua volontà di ascoltare tutte le sigle di rappresentanza e di costituire con esse, dunque anche con noi che già lo abbiamo incontrato molte volte, il tavolo tecnico di lavoro per le decisioni da assumere per evitare il dramma della ripercussione negativa della Bolkestein sulle imprese italiane; si deve immediatamente dare seguito agli impegni assunti e soprattutto – ha dichiarato Montaruli – fermare subito, se non annullarli del tutto, i bandi in corso e tutti i provvedimenti collegati. La Regione Puglia – ha detto Montaruli – deve immediatamente convocarci e riunire il tavolo di concertazione allargato con la Commissione regionale in primo piano per modificare la deliberazione di Giunta n. 714 del 16 maggio 2017, con la quale la stessa Regione Puglia, per la prima volta e su nostre infinite sollecitazioni, ha fornito le prime indicazioni operative ai Comuni, a seguito di un tavolo tecnico ministeriale di confronto per le problematiche relative al settore del commercio su aree pubbliche, specificando per l’appunto che “i comuni approvano i propri bandi o comunque prorogano o riaprono i termini, fissando quale data ultima per la presentazione delle domande il 31 gennaio 2018” mentre in data 30 dicembre 2016 è entrato il vigore il Decreto Milleproroghe il quale, al fine di allineare le scadenze delle concessioni per commercio su aree pubbliche garantendo omogeneità di gestione delle procedure di assegnazione e nel rispetto dei principi di tutela della concorrenza, fissava al 31 dicembre 2018 il termine ultimo delle concessioni per il commercio su aree pubbliche, poi modificato e convertito in legge n. 19 del 27 febbraio 2017, con riformulazione del c.8, art. 6, dal seguente tenore letterale: “al fine di allineare le scadenze delle concessioni di commercio su aree pubbliche garantendo omogeneità di gestione delle procedure di assegnazione, il termine delle concessioni in essere alla data di entrata in vigore della presente disposizione e con scadenza anteriore al 31 dicembre 2018 è prorogato fino a tale data”. Una modifica che debba prevedere perlomeno il prolungamento della data del primo gennaio 2017 al 31 dicembre 2018, come previsto dal decreto mille proroghe, appunto e come sancito, di fatto, quale conseguenza immediata dell’approvazione della mozione alla camera. Siamo in attesa dunque della convocazione da parte del presidente Michele Emiliano al quale, per tutte le vie possibili, stiamo inviando sollecitazioni per evitare che il Garante impugni anche il provvedimento regionale pugliese, con enormi danni, anche economici per l’Ente e per evitare ulteriore caos ai comuni già in grossissima difficoltà a causa dell’assenza di orientamento univoco ed esplicativo. La Regione Puglia grazie al nostro intervento viene messa in opportuno stato di conoscenza quindi sono certo che terrà conto di questo nostro impegno ascoltandoci ed assumendo le decisioni opportune che chiederemo in sede di audizione. Anche l’A.N.C.I. assuma posizione identica rispetto alle nostre richieste per evitare contenziosi che ai comuni costerebbero caro, molto caro qualora dovessero proseguire ovvero ripartire con i bandi in questa condizione di disordine e di caos.” – ha concluso Montaruli.

L’Assemblea nazionale di Scandicci ha altresì deliberato, in assenza delle risposte attese, la predisposizione di un calendario di iniziative su tutto il territorio nazionale, compresa una grande mobilitazione che potrebbe essere programmata già per il prossimo 14 novembre nelle principali città d’Italia.