Dalla Regione Puglia nuovo bando da 2,5 milioni per le pmi, ecco come fare domanda

Un lavoro che non divora la vita, un’organizzazione che mette al centro il benessere delle persone, un’impresa che diventa anche presidio sociale. E’ questa la visione che guida il nuovo Avviso pubblico ‘Welfare aziendale’ approvato dal dipartimento Welfare della Regione Puglia: un intervento da 2,5 milioni di euro, rivolto alle pmi pugliesi, per finanziare misure concrete di conciliazione vita-lavoro e sostegno alla genitorialità, alla cura e al tempo libero. Un contributo che va ben oltre il mero supporto economico: è un investimento in coesione sociale, parità di genere e qualità della vita nei luoghi di lavoro.

«Il welfare non è un costo, è una leva di sviluppo. Abbiamo voluto fortemente questo Avviso per rafforzare la funzione sociale dell’impresa, valorizzare il lavoro femminile, promuovere l’empowerment delle donne e abbattere le barriere che spesso costringono soprattutto le donne a rinunciare all’occupazione per farsi carico, da sole, della cura dei figli o dei familiari fragili. Non si tratta solo di conciliazione, ma di dignità, di tempo restituito e di libertà di scelta. Ecco perché abbiamo anticipato i tempi con largo margine, dimostrando che questa amministrazione ha visione e determinazione», dichiara Ruggiero Mennea, consigliere delegato al Welfare della Regione Puglia.

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Il bando prevede il finanziamento di Piani di welfare aziendale per una durata minima di 12 mesi, con un credito welfare a partire da 3.000 euro per i lavoratori senza figli a carico fino a 5.000 euro per dipendente con figli a carico. I benefit potranno includere servizi educativi, assistenza per persone disabili e anziani, supporto scolastico, attività culturali e sportive, trasporto pubblico e sanità integrativa. L’impresa dovrà adottare un piano di welfare aziendale, un insieme cioè di ‘flexible benefit’ da corrispondere alle proprie risorse umane in linea con i bisogni di conciliazione vita-lavoro rilevati. La diffusione di flexible benefit, oltre a promuovere un legame virtuoso tra esigenze aziendali e bisogni dei lavoratori/trici, uno dei driver alla base della competitività, genera un impatto positivo sull’organizzazione e, contestualmente, favorisce la rimozione degli ostacoli all’ingresso e permanenza nel mercato del lavoro delle donne. Il Costo totale del progetto non potrà essere inferiore a 3.000 euro e superiore a 300.000 euro.

«Mettere il benessere al centro della programmazione regionale significa fare una scelta soprattutto culturale. Il welfare aziendale rappresenta un investimento strategico, non solo per migliorare la qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche per accrescere la produttività, rafforzare il senso di appartenenza, ridurre il turnover e promuovere modelli organizzativi più resilienti ed equi. In un contesto di profonda trasformazione del mercato del lavoro, caratterizzato da nuove esigenze di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, da crescenti bisogni di cura e da una diffusa domanda di benessere organizzativo, e’ fondamentale che le istituzioni pubbliche accompagnino le imprese in un processo evolutivo che coniuga crescita economica e inclusione sociale», afferma Valentina Romano, direttrice del Dipartimento Welfare della Regione Puglia.

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Le domande dell’Avviso, in attuazione dell’Azione 5.3 del Pr Puglia Fesr-Fse+ 2021-2027, potranno essere presentate attraverso la piattaforma telematica ‘Bandi PugliaSociale’, a partire dalle ore 12 del 15 luglio 2025, attraverso l’indirizzo web: https://pugliasociale-spid.regione.puglia.it/ La procedura è a sportello, fino ad esaurimento delle risorse, con una intensità di aiuto che potrà arrivare fino all’80% dei costi ammissibili per le micro e piccole imprese. La mancanza di politiche di conciliazione vita-lavoro rappresenta uno dei principali ostacoli all’occupazione femminile e alla natalità nel Mezzogiorno. Ma è anche un limite allo sviluppo organizzativo delle imprese, sempre più chiamate ad attrarre e trattenere talenti in un mercato del lavoro fluido e competitivo. Con questo intervento, il dipartimento Welfare della Regione Puglia lancia un segnale chiaro: diritti sociali e crescita economica non sono in contrapposizione, anzi possono essere alleati potenti per costruire un futuro più giusto, inclusivo e sostenibile.

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