Danni gelata, Andria chiede al Governo riconoscimento stato di calamità

Il mondo olivicolo di Terra di Bari chiede al Governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale a seguito della gelata di febbraio scorso. La richiesta è contenuta in un documento inviato oggi al Primo Ministro, Giuseppe Conte, al Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, al Presidente  della regione Puglia, Michele Emiliano, e all’assessore regionale all’Agricoltura, Leo Di Gioia, sottoscritto al termine dell’incontro tenutosi, nei giorni scorsi,  per iniziativa dell’Amministrazione Comunale con le organizzazioni agricole.

Nel documento, inviato oggi,  si sottolinea che la eccezionale gelata subita lo scorso febbraio ha colpito in particolare la coltura dell’olivo, interessando un vasto territorio regionale con oltre 90.000 ettari, e si da atto della  grande preoccupazione, da parte di tutti – assessore allo Sviluppo Economico, avv. Pierpaolo Matera, Coordinatore Regionale delle Città dell’Olio della Puglia, dott. Benedetto Miscioscia, Presidente della Coldiretti Puglia, dott. Savino Muraglia, Per. Agr. Ardito Felice, responsabile provinciale CIA, dott. Giuseppe De Noia, responsabile organizzativo  Bari – Bat di Agrinsieme –  “per il colpevole ritardo con il quale il Governo Nazionale ad oggi non ha ritenuto di dover approvare uno specifico provvedimento per il riconoscimento dei danni alle aziende olivicole colpite dalla calamità naturale determinata da un’eccezionale oltre che straordinaria gelata causata da bruschi abbassamenti delle temperature subite alla fine del mese di febbraio u.s., che a memoria d’uomo non si ricordano così critiche”.

“La gelata” – si ricorda nel documento – “ha provocato gravi danni, in molti casi davvero ingenti, considerato che ha colpito la struttura vegetativa degli alberi, con la conseguente perdita totale della produzione olivicola. Moltissime aziende olivicole sono state messe in gravissima difficoltà ritrovandosi da un giorno all’altro con gli impianti arborei olivicoli completamente tagliati fuori dal circuito produttivo. Dal confronto intervenuto si sono sviscerati i dati sui danni generati che, secondo le stime elaborate, si traducono in un danno economico per le circa 20.000 aziende olivicole  per diverse centinaia di milioni di euro, con conseguente perdita di circa 1.000.000 di giornate lavorative perse tra le Province di Bari – Bat e la Provincia di Foggia.

Senza dimenticare le ripercussioni negative, in termini di produzione, anche per la prossima campagna olivicola. Una situazione più che mai critica, che ci induce a dover lanciare un allarme non solo economico, ma anche sociale, per le gravi ripercussioni che si stanno generando da nord a sud dell’intera regione – ed in particolare per l’esteso agro andriese con ben 15.000 ettari di oliveti, per lo stato in cui è stata abbandonata la nostra olivicoltura, soprattutto se si considera che il 50% dell’olio extravergine italiano proviene proprio dalla nostra regione. Per questo stato di cose l’Amministrazione Comunale di Andria unitamente alle rappresentanze delle Organizzazioni di Categoria presenti, sollecitano  il Governo Nazionale e quello regionale, ciascuno per il proprio ruolo e le proprie competenze, ad adottare con la massima  urgenza i necessari ed opportuni provvedimenti del caso, ad iniziare dalla deroga alla Legge 102/2014, stante l’eccezionalità della calamità naturale verificatasi, prevedendo un apposito stanziamento di risorse  finanziarie per venire incontro economicamente agli olivicoltori, per aiutarli  a far fronte non solo alla perdita di reddito con conseguenze finanziarie negative ma anche per sostenere i maggiori costi necessari sia per le cure colturali straordinarie che per la sostituzione delle piante d’olivo  colpite dalla gelata, senza trascurare le ripercussioni che stanno subendo gli operai agricoli dal punto di vista finanziario e sociale, in termini di perdita di giornate di lavoro e di reddito, le cui preoccupanti conseguenze a breve si potranno fare sentire. Stante l’indifferenza manifestata ad oggi dal Governo, l’amministrazione comunale d’intesa con le stesse Organizzazioni di Categoria valuteranno  – conclude il documentoogni utile iniziativa mirata a salvaguardare gli interessi non solo degli olivicoltori ma anche della categoria degli operai agricoli considerata la notevole riduzione delle giornate occupate con le immaginabili conseguenze di ordine economico e sociale”.