Dehors, a Canosa l’amministrazione ne parla con i cittadini. E ad Andria, Barletta e Trani?

“A Barletta, nonostante le gravissime conseguenze derivanti da quanto verificatosi in materia di regolamentazione dei Dehors, si continua a pensare, sbagliando, sbagliando profondamente, che le installazioni dei manufatti davanti alle strutture ricettive sia solamente una questione di natura economico-commerciale o di mera occupazione del suolo pubblico. Così non è e il fatto che non sia così è stato ampiamente dimostrato negli incontri tenutisi nella città di Canosa di Puglia, unica delle città della Bat ad aver avviato percorsi di condivisione con la società civile e con gli ordini professionali oltre che con tutte le associazioni di categoria e non solo con le compiacenti, alla presenza della Soprintendente. Barletta, Trani, Andria ed altri comuni continuano invece a preferire le stanze chiuse dei palazzi con pochissimi posti a sedere, le minute sale giunta o i salottini aperti a pochi per trattare un argomento di si tale portata” – lo dichiara in un comunicato l’associazione di categoria Unimpresa Bat. 

“A Barletta” – proseguono da Unibat – “addirittura il comune continua e persevera a confrontarsi con piccoli gruppi di soggetti interessati dimenticando, come ha sempre fatto in questi ultimi anni di pessima gestione politica, che ci sono altri legittimi interessi diffusi e collettivi che vanno salvaguardati, così come nella città di Eraclio non è mai nata una visione coinvolgente che elevasse il valore politico ed amministrativo in quella che nella Bat è da sempre stata la città con le maggiori ma mai sfruttate potenzialità di crescita, di sviluppo e di progresso. Il futuro pare non si presenti per nulla foriero di novità né di lungimiranza e di cambiamento reale”.

“Eppure sia a Barletta che a Trani così come pure ad Andria sarebbe bastato poco per evitare gli enormi pasticci e la confusione che ha gettato nel panico gli esercenti, procurando sinora enormi danni non solo economici, violando peraltro il principio di certezza delle procedure che è alla base di una buona e sana amministrazione delle città. Barletta e Trani si dimenticano della Soprintendenza ed ecco che le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti mentre i “responsabili” fanno finta di nulla e continuano ad autoassolversi”.

“La delicata vicenda legata ai Dehors sta dunque continuando a far emergere con prepotenza tutte le omissioni in materia di programmazione urbanistica delle città così come sta facendo emergere quella sciatteria istituzionale che ha portato i nostri centri storici, le nostre bellezze culturali a restare quasi anonime fino alla loro banalizzazione causa l’assenza di quelle minime misure d’intervento, anche in termini di programmazione, che se adottate nei modi e nei tempi giusti, avrebbero già ampiamente snellito quel lavoro che oggi non si riesce a compiere ancora, con i comuni che rimpallano responsabilità ed oneri alla Soprintendenza e quest’ultima che continua a voler mettere le mani sulle città utilizzando propriamente i poteri e le normative che la legge le consente di esercitare appieno. Intanto passano le stagioni politiche e a piangere le conseguenze di cotanta inefficienza ed incapacità di improvvisatori o mestieranti restano gli imprenditori e gli utenti costretti a subire e a rattoppare tutte quelle storture perpetrate da politici, dirigenti asserviti e da un certo mondo della cosiddetta rappresentanza che compensa silenzi ed inettitudine con benefici elargiti a larga manica e con inaudita e deplorevole “generosità”” – conclude Unimpresa Bat nella nota stampa.