Disastro ferroviario di Andria, la parente di una vittima: “Renzi mi ha bloccata su Facebook”

disastro-ferroviario-Andria-567x350“Forse perché durante la campagna referendaria è scomodo parlare di morti, ma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, mi ha bloccato sulla sua pagina Facebook: non posso più commentare e neppure interagire con i ‘like’” – a riferirlo alle testate giornalistiche è stata Daniela Castellano, figlia di Enrico Castellano, una delle 23 vittime dell’incidente ferroviario avvenuto lo scorso 12 luglio sul binario unico Andria-Corato.

La figlia della vittima, ha messo in piedi un’associazione per la sicurezza ferroviaria, la Astip (Associazione strage treni Puglia). “E a settembre – riferisce ai giornali la Castellano – Renzi ha incontrato me e altri parenti in occasione della inaugurazione della Fiera del Levante, a Bari: insieme con il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ci ha promesso che a metà ottobre avrebbe incontrato tutti i familiari delle vittime per fare il punto della situazione ma è sparito, così come hanno fatto tutte le altre istituzioni”.

Sulla pagina Facebook di Renzi, riferisce Daniela Castellano: “spesso scrivevo ricordando questa promessa mancata e soprattutto che qui ci sono 23 famiglie che attendono giustizia, ma a quanto pare i morti danno fastidio”. Adesso, conclude Daniela Castellano, a Renzi vorrei chiedere “perché mi ha bloccato, perché non ci ha più incontrati, e come mai l’ex ministro Delrio ha dato attuazione solo dopo la strage al decreto che, recependo una normativa europea del 2012, ha stabilito il passaggio della sicurezza ferroviaria all’Ansf che, come primo atto, ha ridotto a 50 km orari la velocità dei treni: se l’avesse fatto nei tempi dovuti – conclude Daniela – non sarebbero morte tutte quelle persone”.

In attesa di eventuali chiarimenti da parte del governo centrale, occorre ricordare come la questione della tragedia ferroviaria sia ancora una ferita aperta, per nulla rimarginata. Alcuni giorni fa, un’altra parente di una delle vittime aveva denunciato come non siano ancora arrivati risarcimenti danni promessi dal governo, il tutto avviene dopo l’assenza di Emiliano all’audizione della Commissione sugli infortuni a Roma, incrementando un clima surreale e poco favorevole a rassenerare gli animi dei parenti delle vittime, già indignati a causa della mancanza dei sistemi di sicurezza sui binari che avrebbero potuto bloccare i convogli, evitando la strage.

L’episodio sui social lascia anche intendere quanto sia possibile la censura su Facebook e quanto sia importante diffondere la libertà di parola anche su canali alternativi al social network più utilizzato al mondo.