Discarica Andria, Arpa conferma perdita di percolato. “Forse finito nella falda” – Quali le conseguenze sulla salute?

L’Arpa ha confermato la perdita di percolato nel territorio della città di Andria. Lo annuncia il deputato andriese Giuseppe D’Ambrosio (Movimento 5 Stelle) che negli ultimi giorni aveva espresso l’intenzione di depositare una denuncia alla Procura della Repubblica per presunti sversamenti. Sversamenti che, a quanto pare, non sarebbero più “presunti” ma verificati. Lo riporta lo stesso D’Ambrosio sui social:

“Pubblichiamo lo stralcio più importante della relazione che l’Arpa Puglia ha fatto il 13 Marzo 2019 in seguito al sopralluogo effettuato presso la cava ex fratelli Acquaviva, il luogo nel quale si vorrebbe aprire una nuova discarica di rifiuti, nella vicina discarica della Daneco, separata dalla prima da un muro di qualche metro di spessore. Lo pubblichiamo, così nessuno potrà accusarci di essere allarmisti e tutti i cittadini potranno farsi una loro idea pur con i tecnicismi riportati dall’Arpa. In attesa di sapere, tramite le analisi, se l’alone che si vede sulla parete al lato della cava sia dovuto ad una perdita di percolato proveniente dalla contigua discarica Daneco, quello che invece è stato certamente trovato dall’Arpa nella discarica Daneco, da noi fatta chiudere nell’aprile 2017, è sconvolgente!

L’Arpa ha trovato percolato! Percolato che ruscella indisturbato, con “un livello superiore al livello stradale di accesso alla discarica”. L’Arpa scrive che quindi siamo di fronte ad una “fuoriuscita di percolato dal corpo di discarica e quindi dalla parte d’impianto dotata di barriere impermeabili”. Quindi il percolato sta andando tutto in falda? Purtroppo temiamo di siEd i controlli sulle acque sotterranee? Anche qui un’amarissima sorpresa!
L’Arpa scrive che “sin dal 2017 si è resa disponibile ad eseguire il controllo sulla qualità delle acque sotterranee, ma è ancora in attesa che il Comune , subentrato al Gestore Daneco per la gestione in sicurezza della discarica e la chiusura permamente della stessa, esegua il ripristino e la manutenzione delle attrezzature predisposte per il monitoraggio ambientale e metta a disposizione le apparecchiature ausiliarie alla esecuzione dei campionamenti”.

Potremmo già fare qui una serie di pesanti considerazioni su come è stata gestita anche questa vicenda, che si aggiunge agli altri disastri già causati da chi amministra il comune di Andria, ma lasciamo spazio a quelle che fa l’Arpa Puglia sempre nella citata relazione, quando riferendosi al sopralluogo effettuato dalla stessa Arpa il 20 Ottobre 2017, scrive che “la situazione a suo tempo era sicuramente meno grave di quanto constatato all’atto dell’odierno sopralluogo” e poi dice al Comune di Andria “di intervenire ad horas per mettere in atto tutte le misure di sicurezza atte alla tutela dell’ambiente”.

Scusate, voi emeriti esperti del Comune di Andria, ma fino ad oggi cosa avete fatto?
La nostra posizione contro l’apertura di un’altra discarica lì, alla luce delle cose riportate nel verbale, oggi è ancora più netta e daremo battaglia ovunque pur di evitare questo scempio ambientale. Ed infine, la domanda più importante di tutte, che rivolgiamo ai cittadini, dei quali è messa a serio rischio la salute: Secondo voi, con tutto questo disastro e questa incapacità dimostrata fino ad oggi, è accettabile che lì si vada a fare un’altra discarica?” – ha concluso D’Ambrosio. C’è anche da ricordare la dichiarazione dell’assessore all’ambiente del comune di Andria Luigi Del Giudice, che nei giorni scorsi ha pubblicamente riferito del ritrovamento di insoliti “liquidi” nel tufo della discarica dopo un sopralluogo sul posto, segnalati dagli organi competenti. Tesi che dunque si concilia con le dichiarazioni dell’Arpa, che conferma la presenza di liquido aggiungendo però la preoccupante definizione di percolato.  Il post diffuso dal parlamentare M5S:

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