Discarica di Andria: svelato l’arcano.

«Sono davvero sorpreso. Il Comune di Andria apprende dalla stampa la decisione della Regione Puglia di avviare le procedure per mettere in esercizio la discarica ex Fratelli Acquaviva». Così l’Assessore all’Ambiente del Comune di Andria, Luigi Del Giudice dopo le dichiarazioni dell’Assessore Regionale Giovanni Stea.

«È alquanto singolare – continua Del Giudice – che il Comune di Andria, su una decisione così importante che implica anche aspetti legati alla salute pubblica, non sia stato né interpellato né avvertito. La Regione Puglia, relativamente alla paventata apertura di una nuova discarica ad Andria, sembra essersi semplicemente basata sull’“automaticità” dei procedimenti, partendo dalle indicazioni offerte dal vigente Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani. Per dovere di cronaca, comunque, e per raffreddare definitivamente alcune vampate di allarmismo diffuse in Città, credo sia utile ricostruire la vicenda basandosi semplicemente sui documenti.

Se da un lato è vero che nella Delibera di Giunta Regionale n. 157 del 30 gennaio 2019 si stabilisce  che l’Agenzia Regionale per il servizio di gestione dei rifiuti “proceda all’avvio delle procedure finalizzate all’esercizio della discarica, individuando un nuovo gestore e garantendo l’abbattimento dei costi di conferimento in discarica” dall’altro il richiamato provvedimento, basa il proprio deliberato su una premessa fondamentale prevista sia nel vigente Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani del 2013 che nel suo aggiornamento del 2018: la realizzazione di un impianto complesso di selezione e biostabilizzazione di rifiuti solidi urbani con annessa discarica di servizio/soccorso ubicato nell’area interessata alla fantomatica nuova discarica.

Tanto è vero che nell’Allegato A 1.3 della Proposta di Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani, nella sezione dedicata all’analisi impiantistica viene espressamente riportata, tra le discariche dedicate al ciclo degli urbani autorizzate e non realizzate  una discarica di proprietà della Daneco Impianti s.r.l. localizzata in Contrada San Nicola la Guardia dove poter “smaltire i rifiuti residuali dell’attività di biostabilizzazione e selezione” dell’erigendo impianto (ecco perché discarica di soccorso). Tenuto conto che, per le note vicende dell’impresa titolare, non sarà più possibile costruire l’impianto di biostabilizzazione previsto, è evidente che di conseguenza la discarica non potrà essere avviata perché non ci sarà nulla da soccorrere. Ecco svelato l’arcano.

Se la parte tecnica della Regione Puglia poi – conclude l’Assessore Del Giudice – avverte la necessità di individuare “immondezzai”, i cittadini andriesi stiano tranquilli poiché Andria non è disposta ad accettare compromessiIo per primo, in tutte le sedi e in tutti i modi mi opporrò con tutte le forze a prospettive di questo genere, certo di trovarmi accanto una comunità politica compatta, con una visione unica, che non si abbandona a sterili urla, ma assolutamente efficace» – conclude l’assessore all’ambiente di Andria. 

Il consigliere Zinni conferma l’intenzione di non aprire nessuna nuova discarica: “Nessuna nuova discarica ad Andria e nessun accordo segreto ai danni dei cittadini. La lettura dei fatti che porta a dire che Andria avrà una nuova discarica è talmente fantasiosa, che se non fosse per il senso di responsabilità che sento nei confronti dei miei concittadini, e la chiarezza e la trasparenza a cui gli andriesi hanno diritto, non starei neanche a rispondere. Invece mi tocca, e lo faccio con il rigore a cui sono abituato” – dichiara il consigliere regionale Sabino Zinni (centrosinistra). 

“Nel 2013 la discarica dei F.lli Acquaviva viene inserita nel Piano Regionale dei Rifiuti come possibile discarica di servizio per rifiuti inerti (cioè mattoni, mattonelle, terra e pietre). Nel 2015 la discarica viene venduta alla Daneco S.p.a. che dopo qualche mese fallisce, lasciando tutto così com’è, senza alcuna bonifica. Così parte un procedimento d’infrazione comunitaria. Nella riunione del 3 dicembre scorso la Regione prende atto del procedimento d’infrazione ed intima alla Daneco di mettere insicurezza l’area, e prevede, nel caso questa non adempia al compito, di affidare tutto all’Ager (l’Agenzia Regionale di Gestione dei Rifiuti). Qui arriviamo alla parte che c’interessa direttamente.

All’Ager viene dato mandato di bonificare e chiudere la discarica. Dopo di ciò le viene chiesto di valutare (e sottolineo “valutare”), se ci sono eventualmente le condizioni (e sottolineo “eventualmente”), per utilizzare i volumi residui (e sottolineo “residui”, cioè quelli già previsti dal Piano 2013, senza nessun allargamento) per l’allocazione d’inerti (ossia scarti edili come mattoni, terra e ceramica). Tutto questo, sempre che vi siano le condizioni per una gestione pubblica del sito. In sostanza l’unica cosa certa che viene fuori dall’incontro del 3 dicembre è la bonifica e la CHIUSURA della discarica. Resta poi da VALUTARE, EVENTUALMENTE, se è il caso di utilizzare lo spazio rimasto per depositare inerti, considerato che quello spazio è stato adibito a quello nel Piano 2013.

Questa è la realtà dei fatti, testimoniata dalle carte ufficiali. Ma se siete un 5 Stelle come riassumete tutto ciò? “Nuova discarica ad Andria”. Tuttavia potete farlo se il vostro modo di fare politica è quello di generare disinformazione, allarmismo, caciara, perché in quello prosperate. Se vi rimane un briciolo di onestà intellettuale tutto ciò invece dovrebbe farvi inorridire. “Non chiedetemi dove andremo a finire” diceva Ennio Flaiano, “perché ci siamo già”. Ad ogni modo allego integralmente la delibera di cui si parla, e non solo le 4 righe che portano acqua al mio mulino, cosi che chiunque possa leggerle e farsi un’idea in piena autonomia” – conclude Zinni. La questione, lo ricordiamo, era stata sollevata da alcuni esponenti locali del Movimento 5 Stelle. Nelle ultime ore è proprio lo stesso Giuseppe D’Ambrosio a confermare che, in realtà, la discussione riguarda la discarica già esistente:

“Da quando noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo tirato fuori la delibera dell’Assessore regionale all’Ambiente Stea che riguarda la riapertura della discarica di Andria ex F.lli Acquaviva, con la sciagurata decisione di sversare centinaia di migliaia di tonnellate rifiuti solidi urbani, tutti gli esponenti politici comunali e regionali degli altri schieramenti politici hanno tentato in ogni modo di sollevare dubbi, deligittimarci in ogni modo, fino alle offese personali per tentare di nascondere la verità. Questo è inaccettabile perchè i documenti parlano chiaro ma soprattutto la tutela della salute dei cittadini ci dovrebbe vedere tutti uniti, senza bandiere. A smentire le loro parole, come sempre, ci sono i documenti che a dispetto di quello che dicono loro, noi leggiamo e divulghiamo, perché riteniamo fondamentale informare i cittadini. Ed anche questa volta, abbiamo tra le mani un nuovo documento che attesta che ci stanno mentendo. Potete nell’immagine osservarne un estratto. Grazie, ancora una volta, alla nostra consigliera regionale Grazia Di Bari, abbiamo trovato il verbale che ha portato a quella sciagurata delibera (dove sono ancora una volta i vari Zinni, Marmo, Caracciolo, Mennea e Ventola?), ed in questo nuovo documento scopriamo che il Sindaco di Andria Giorgino era seduto al tavolo tenutosi in assessorato il 3 dicembre 2018 e lo era insieme alla provincia Bat, all’Arpa e all’avv. Grandaliano e CONDIVIDEVANO TUTTI INSIEME la scelta di riempire di rifiuti solidi urbani gli spazi rimasti vuoti della ex discarica di inerti. Ed allora vi chiediamo chi vi ha mentito?  Chi ha vigilato sulla salute dei cittadini e sta cercando di tenervi informati? Quella delibera deve andare in Giunta regionale solo con la chiusura definitiva e bonifica del sito. No ad una nuova discarica ad Andria!” – dichiara in un post diffuso sui social il parlamentare andriese. Tuttavia, Giorgino ha smentito che la sua presenza nell’incontro regionale fosse finalizzata alla riapertura della discarica di Andria. In relazione ad ulteriori notizie apparse a mezzo stampa e sui social, Giorgino ha ritenuto necessario ed opportuno effettuare una doverosa e definitiva precisazione, nella qualità di Presidente della Provincia e Sindaco della Città di Andria, con invito alla rettifica di quanto affermato:

“Quanto riportato nel verbale del 03/12/2018 non corrisponde a quanto accaduto nella realtà dei fatti della riunione svoltasi presso la Regione Puglia. Ribadisco che nella riunione, cui partecipavo in qualità di Presidente della Provincia unitamente all’ing. Vincenzo Guerra, Dirigente settore Ambiente della Provincia, venivano affrontate contestualmente questioni relative a procedimenti di infrazione comunitaria sui siti della COBEMA e della scarica per inerti in agro di Andria, F.lli ACQUAVIVA ed alle modalità di avvio delle procedure di bonifica. In qualità di Sindaco e Presidente della Provincia esprimevo formalmente la posizione sulla bonifica, non certo sul suo riutilizzo come nuova discarica.

Mentre sulla questione COBEMA il verbale veniva elaborato dalla Regione Puglia in data 07/01/2019, il verbale relativo alla questione della discarica per inerti in agro di Andria, F.lli ACQUAVIVA, è stato inviato via pec alla Provincia solo in data 19/02/2019 nel tardo pomeriggio, verbale che riporta posizioni non espresse in occasione dell’incontro del 03/12/2018 e di cui si disconosce la parte relativa alla possibile realizzazione di una discarica di inerti presso il sito in questione, circostanza confermata  dall’ing. Vincenzo Guerra, Dirigente settore Ambiente della Provincia. Desta stupore e sconcerto questa situazione creatasi, poiché il verbale redatto solo in data 19/02/2019, quando sulla questione era già in corso un serrato dibattito mediatico ed a distanza di circa 3 mesi dalla riunione, mentre veniva inviato agli uffici competenti in pari data, senza possibilità di essere visionata per tempo e condiviso come avviene per prassi. Lo stesso risultava sorprendentemente essere già in possesso anticipato di organi di stampa, forze politiche e persino cittadini. Il verbale riporta in chiusura una “presunta” dichiarazione da parte del Comune di Andria di…..”condivisione sull’opportunità di procedere all’utilizzo delle volumetrie residue del sito ex Fratelli Acquaviva, tanto in ragione delle previsioni del PRGRU DCD 204/2013 nonché dell’aggiornamento, adottato con DGR 1482/2018 e della insufficienza di discariche per il conferimento dei rifiuti nel territorio pugliese.” La citata affermazione viene disconosciuta dal sottoscritto, come potrà confermare lo stesso ing. Vincenzo Guerra, poiché nella riunione del 03/12/2018, queste affermazioni non sono mai state pronunciate né condivise successivamenteRibadisco, spero per l’ultima volta – prosegue il Sindaco, avv. Nicola Giorgino – che nel territorio del Comune di Andria non verrà realizzata alcuna nuova discarica, anzi è necessario migliorare e continuare ad implementare il modello nella raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti che ha meritato il plauso e l’apprezzamento a livello nazionale e regionale. Invito la Regione Puglia, contestualmente agli altri organi competenti, ad essere puntuali nelle verbalizzazioni e resocontazioni degli incontri, riportando fedelmente quanto affermato, soprattutto in relazione a tematiche che interessano sensibilmente tutta la comunità e, nella fattispecie, a fare  – conclude Giorgino – immediata chiarezza ritirando anche la delibera in oggetto”.