Dopo 17 anni, addio alla moneta da 1 centesimo di euro con Castel del Monte

“È venuto a mancare: ( dopo 17 anni) il nostro Centesimo, ne danno il triste evento il Consiglio Europeo con somma soddisfazione di chi ha voluto la sua dipartita adolescenziale. Il vanto Storico della nostra Città Federiciana è stata distrutta. L’Effige del Nostro Maniero: Castel del Monte, se pur piccolissima monetina, il Centesimo rimarrà per tutti noi un nostalgico e Glorioso Ricordo. Grazie per la tua breve Esistenza”lo ricorda il signor Vincenzo Santovito.

Dal 1°gennaio 2018 la Zecca non conia più i tagli più piccoli e gli esercizi devono arrotondare al multiplo di 5 più vicino per i pagamenti in contanti. A dirla tutta, è una decisione messa in pratica dallo Stato italiano per un presunto mini risparmio, per gli esercenti pochi disagi nonostante i timori della vigilia. A differenza delle banconote (stampate in esclusiva dalla BCE), infatti, i singoli stati europei aderenti all’eurozona possono coniare le loro monete. Come riporta il sito della BCE, infatti:

“Diversamente dalle banconote, le monete metalliche in euro continuano a essere di competenza nazionale e non della BCE. Se un paese dell’area dell’euro intende emettere una moneta con un nuovo disegno, ad esempio una moneta celebrativa o commemorativa, deve prima darne comunicazione alla Commissione europea. Quest’ultima pubblicherà quindi le informazioni attinenti nella Gazzetta ufficiale dell’UE (serie C), diffusa nelle varie versioni linguistiche. La Gazzetta ufficiale è la fonte autorevole in base a cui la BCE aggiorna la sezione dedicata alle monete in euro del proprio sito Internet”.

Nessun riflesso visibile sull’inflazione, anche se nessuno ha vigilato sui possibili rincari.  Nonostante la drastica scelta della Zecca, sembra che il 63% degli italiani abbia dichiarato di utilizzarli per i pagamenti. Numeri ben diversi dalla Lituania, dove la percentuale sale all’84%. Sul lato opposto della classifica la Finlandia, dove le monetine sono usate per pagare solo nel 20% dei casi. Il premio “salvadanaio” va ai cittadini austriaci. Oltre la metà dei cittadini non le spende né le dà via immediatamente. Secondo i dati ufficiali, i centesimi in circolazione ammonterebbero ad un valore totale di 98 milioni di euro