E’ fatta: Andria bandisce la plastica monouso dagli esercizi commerciali – approvato il regolamento Plastic Free

ANDRIA e’ uno tra i pochissimi comuni in Puglia “PLASTIC FREE“, sicuramente il primo capoluogo di Provincia nella nostra Regione. Insieme all’assessore all’ambiente Luigi Del Giudice e con la collaborazione di Legambiente Andria, 3place, Onda D’Urto, Confcommercio, Unimpresa Bat e le consulte comunali competenti, è stata condivisa ed emanata l’ordinanza sindacale, visibile sul nostro albo pretorio, che bandisce dal 01.01.2020 (tempo necessario per la sensibilizzazione e lo smaltimento delle scorte nel territorio cittadino) l’uso della plastica tradizionale a favore di quella biodegradabile e compostabile in tutte le forme di commercio e somministrazione, compresa la mensa scolastica. Salvaguardiamo il nostro territorio, per la salute dei nostri figli e di tutti noi!” – lo annuncia l’assessore Pierpaolo Matera.

L’importanza e la rilevanza di questo tipo di inquinamento derivano dalla economicità della plastica e dalla sua alta durabilità nel tempo e quindi alla produzione di grandissimi quantitativi della stessa per i più svariati usi. Sono state promosse politiche di riduzione e riciclo dei materiali plastici al fine di ridurre questo tipo di inquinamento. L’inquinamento dalla plastica si può verificare in varie forme, tra cui rifiuti abbandonati in terra e in mare, particelle di plastica in acqua e Friendly Floatees. Una grande percentuale di plastica prodotta ogni anno viene utilizzata una sola volta e poi gettata. Per l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente degli Stati Uniti nel 2011 le plastiche costituivano oltre il 12% dei rifiuti solidi urbani. Negli anni sessanta, invece, costituivano meno dell’1%. 

L’inquinamento da plastica è altamente dannoso nei confronti dei grandi mammiferi marini e nel volume Introduzione alla Marina Biologica è definito la loro “più grande minaccia”[7]. Nello stomaco di alcuni animali marini, come la tartaruga marina, sono stati trovati pezzi di plastica, che ne hanno causato la morte. Una ricerca condotta nel 2004 ha concluso che i gabbiani nel Mare del Nord hanno una media di trenta pezzi di plastica nel loro stomaco. In altre zone del mondo si sta provvedendo all’utilizzo di stoviglie fatte di crusca di grano, mentre ad Andria l’alternativa più fattibile in breve termine risultano stoviglie e cannucce in PLA altri materiali biodegradabili, così come documentato da Legambiente Andria: