Edifici fatiscenti ed abbandonati nel centro storico di Andria, il prof. Suriano: “provo pena, angoscia e tristezza”

Passeggiare nei vicoli, viuzze e vie del centro storico di Andria fa veramente pena. Mette davvero angoscia e tristezza . Fa veramente pena la vista di innumerevoli edifici d’epoca fatiscenti, trasandati, decaduti, abbandonati, recintati. Mettono angoscia e tristezza porte sbarrate e finestre murate, pareti coperte di sgorbi, segni e disegni osceni messaggi strani e misteriosi, indecifrabili e sconclusionati. Fa veramente pena andare a spasso in strade e in stradine sconnesse, che nascondono pericoli e insidie di cadute rovinose, quando meno te l’aspetti” – ricorda il prof. Riccardo Suriano, ex docente di lettere andriese ed appassionato di Storia locale.

“Fa veramente pena” – prosegue Suriano – “e mette tristezza e angoscia la vista del nostro imponente Palazzo Ducale (sec. xvI) , in piazza la Corte: disabitato, fatiscente, abbandonato, silenzioso! Così pure piazza Fravina, in balia di bulli e bulletti oziosi, che si danno appuntamento, tutte le sere, per trangugiare birra, vino e alcool a sballo, senza limiti e senza ritegno alcuno. Così l’ex ospedale vecchio tra via Quarti e via Sant’Angelo dei Meli, su cui crescono erbacce d’ogni tipo”.

“Fa veramente pena la vista dell’antico Mercato comunale coperto di via Flavio Giugno, che cade a pezzi a causa di una umidità invadente e diffusa. Che dire ancora di piazzetta San Ciriaco, via P.Madia, via Flavio Giugno, via Fergola, via Porta la Barra, via Mulino, via Pietro Mecca, via Spagnoletti, via Sangermano, via Montenegro, via D’Urso, via Carmine con il ponte baley?”

“Si salvano solo pochissimi angoli del nostro centro storico, come la facciata superba dell’ex Conservatorio di Sant’Anna, in via Flavio De Excelsis: la sua splendida facciata, restaurata di recente, a punta di diamante è molto simile a quella del magnifico Palazzo dei diamanti di Ferrara? Sembrerà strano davvero, ma l’unica viuzza che ha visto i migliori interventi di recupero e di restauro dell’ esistente, negli ultimi 25 anni, è stata proprio il 1° vicolo San Bartolomeo , la ben nota via di Andria più piccola del mondo nella zona Vaglio Palazzo Ducale”.

“Oggetto di attenzione e di continuo richiamo degli Andriesi e dei visitatori, i residenti hanno fatto a gara per restaurare facciate e interni, abbellendo le loro dimore, tanto che, oggi, destano stupore, meraviglia e piacere da parte dei passanti e dei visitatori, “diciamo la verità”: Andria ha perso il suo tempo in chiacchiere e parole”.

Troppe elucubrazioni, pochi i fatti! La nostra città ha perso tutti i treni dell’Unione Europea che mettevano a disposizione milioni e milioni di Euro per progetti e lavori di recupero, risanamento, restauro, valorizzazione e salvaguardia dei centri storici.
Quanta differenza, quanti ritardi, quante occasioni perdute rispetto a tanti altri comuni anche della Puglia , Basilicata e Campania.”

“Forse per la lungimiranza, l’avvedutezza, la serietà delle loro forze politiche e dirigenziali. Andria no. nonostante fossero coscienti di possedere un patrimonio storico e culturale immenso e significativo. In primis Castel del Monte, il “Colosseo” del Medioevo!
Oggi, con una crisi economica e finanziaria, nazionale e internazionale, in atto da circa dieci anni, si sono ridotte drasticamente le speranze di riscatto e di rinascita urbana delle nostre città. Ciò nonostante, se ancora oggi ne parliamo, ne discutiamo, ne scriviamo, siamo convinti che c’è ancora, un barlume di ottimismo e di speranza”.

“Perciò gridiamo ad alta voce “ Non perdiamo altro tempo! Non perdiamo altre ghiotte occasioni! Non perdiamo altri treni!” “ – conclude il prof. Suriano.