Emissioni cancerogene ad Andria, una buona notizia: nessuno sforamento per l’Arpa Puglia nell’ultima rilevazione. Ma meglio non abbassare la guardia

Sino ad alcuni mesi fa, il territorio di Andria era uno dei pochi in tutta la Puglia a registrare costanti sforamenti di emissioni inquinanti, soprattutto i valori di PM10, NO2 e le PM.2 (queste ultime considerate ancora più pericolose visto la loro capacità di insediarsi meglio nell’apparato respiratorio e di poter causare potenzialmente patologie neoplastiche). Dopo una prima ripartenza caratterizzata da un ritorno degli sforamenti dopo la parentesi del lockdown (che li aveva invece praticamente azzerati del tutto), sempre dalla città federiciana giungono finalmente buone notizie:

Stando ai dati dell’ultima rilevazione della centralina posta in via Vaccina (effettuati lo scorso 13 luglio 2020) riportati sul sito web dell’Arpa Puglia, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente mostra valori rassicuranti, privi di sforamenti. Caratteristica che vale per tutti gli elementi monitorati, compresi i temuti PM.2. Che questo possa essere l’effetto all’utilizzo di monopattini (che però rivelano potenziali pericolosità se usati nella maniera scorretta) o semplicemente alla consapevolezza cittadina di un utilizzo più frequente di biciclette non ci è dato sapere. E’ anche probabile che molti cittadini abbiano riscoperto la passeggiata in centro al posto dell’utilizzo dell’auto per fare poche centinaia di metri. Un fenomeno che andrebbe approfondito tenendo presente che la mancanza di uno sforamento in un contesto molto discutibile – al quale ci eravamo purtroppo abituati nei mesi scorsi – potrebbe rappresentare più che un traguardo un’eccezione limitata nel tempo che potrebbe anche vedere un ritorno dei temuti sforamenti in una situazione ambientale per nulla semplice. A questo si aggiunge la discutibile popsizione della centralina in via Vaccina, con la mancanza di ulteriori centraline in zone decisamente più trafficate (come viale Gramsci o Corso Cavour). La storia non finisce qui perché sicuramente i prossimi dati continueranno ad offrirci spunti di riflessione sul futuro ambientale della nostra città con annesso stato della salute della popolazione andriese.

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