Fiera del Levante: ingresso della Fiera di Bologna con il 15% sulla gestione. L’indignazione di Nino Marmo: “ennesima pagina vergognosa e dolorosa”

“E’ sconcertante leggere le dichiarazioni che in queste ore si susseguono per l’ingresso della Fiera di Bologna nella gestione, al 15%, della Fiera del Levante. Dopo anni di attesa e tira e molla e con proclami iniziati in mano all’ineffabile ex Governatore Vendola sulla privatizzazione dell’Ente, oggi viene scritta una ennesima pagina vergognosa e dolorosa di cessione (nei fatti) di un bene non solo pugliese ma di tutto il Meridione”. Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia, Nino Marmo.

“Lo stocastico Ambrosi, -prosegue- prima di esaltare questo “matrimonio” dovrebbe pensare a quello che la Fiera del Levante è stata negli anni passati ed alle scellerate gestioni che ne hanno determinato un affossamento dal quale si poteva e si doveva risalire con diverse e radicali scelte da parte di Camera di Commercio, Comune e Regione”.

“Sarebbe bastato andarsi a rileggere i bilanci degli ultimi 15 anni per capire dove e come sono stati letteralmente sperperati fondi, risorse e professionalità che la Fiera barese aveva. E guardare la programmazione delle Fiere promosse e gestite direttamente. Per non parlare dei costi degli allestimenti e della gestione dei padiglioni. Numeri da capogiro. Che abbiamo sempre, nel corso degli anni, denunciato alla Giunta Regionale e sulla stampa e che hanno portato a questo tragico epilogo. Ambrosi oggi parla di una Fiera che grazie a questa partnership (leggi svendita) con Bologna sarà inserita in una rete nazionale ed internazionale, dimenticando che da sempre la Fiera del Levante è stato un punto di riferimento in Italia ed all’estero. Tremiamo, ora, alla sola idea di quali saranno le scelte che la Fiera di Bologna farà sul piano degli investimenti e della gestione e quali saranno nei fatti le ricadute per il nostro territorio. Aspettiamo di sapere, infine,” -conclude Marmo- se e come saranno risolte le questioni pendenti di tanti (ex) dipendenti dell’Ente sparpagliati e presi in giro da promesse difficilmente realizzabili”.