Fondi europei per l’industria delle armi e della guerra, l’imperialismo silenzioso

Proposta della Commissione Europea di destinare fondi europei per l’industria delle armi e della guerra. Non mi risulta che sia in corso un’invasione aliena, quindi le armi attualmente servirebbero e servono solo ed esclusivamente per colpire ed eliminare altre persone. Perché nel 2016 dovremmo ancora credere che la guerra sia giusta? Posso capire la difesa in città, la sicurezza, ma non la guerra. Con i fondi europei si incentivano anche i giovanissimi a promuovere la ricerca per studiare tecnologie finalizzate ad uccidere.

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Io sono d’accordo per un’Europa varia ma unita dalla fratellanza e dal rispetto per ogni singola comunità. Ma è ancora utopia. Vorrei vedere una comunità europea, ma invece al momento esiste solo un’Unione Europea a tratti forzata da logiche finanziarie e monetarie.

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Non c’è sovranità, spingono a riforme che in Italia ultimamente sono state respinte dai cittadini con un deciso “NO” e adesso, mentre la “sorella” NATO sta organizzando pericolose esercitazioni al confine russo, l’UE, la pacifica, ambiziosa e solare UE, valuta fondi europei per l’industria della guerra. Poi molto spesso mancano fondi per recuperare teatri, startup e scuole. Oppure dovremmo essere costretti ad applicare ulteriormente l’austerità per pagare un debito inestinguibile. Per le armi e per la guerra, invece, non sembra si badi a spese.

Le intenzioni reali sono vecchie come il mondo e nemmeno tanto velate. Persino in alcuni momenti della sua Storia, l’Impero Romano reclutava spesso Galli, Germani e Italici, popoli sottomessi attraverso battaglie e guerre, per far parte delle sanguinose spedizioni militari.

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Anche nelle cronache della famosissima Battaglia di Canne viene riportata questa strategia.

Forse il paragone è piuttosto azzardato, eppure il termine “imperialismo” sposa la logica della sottomissione occasionale di popoli al fine da sfruttarli come carne da macello nelle missioni più rischiose. Il tutto avviene mentre, nonostante lo spiraglio di speranza di pace internazionale, al confine con la Russia, vengono dispiegati centinaia di carri armati come “esercitazione” mai vista ai tempi della Guerra Fredda.

Se tutti i politici (o quasi) invocano la pace, che senso ha investire sulla guerra? Contro chi e chi comanda realmente il mondo? Ma soprattutto: qual è l’obiettivo finale?

“Decipit frons prima multos”

Nick

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