Frutta esposta, Onda d’Urto: “i nostri fruttivendoli non sono avvelenatori ma servono incontri formativi”

“Il controllo della qualità degli alimenti è necessario e doveroso per garantire la salute dei consumatori. Ma l’igiene alimentare non può e non deve tradursi, a nostro parere, nell’accanimento sanzionatorio sui fruttivendoli, messa in atto da qualche mese da parte dell’amministrazione comunale. Siamo solidali con le sigle sindacali di categoria che hanno lamentato l’ingiusta accusa di “avvelenatori dei cittadini”” – lo dichiara Antonio Tragno, Presidente dell’Associazione Onda d’Urto – Uniti contro il cancro ONLUS. 

“Noi abbiamo sempre chiesto che ciascuno faccia la propria parte nella prevenzione di malattie facilmente evitabili se si facesse attenzione agli inquinanti ambientali. I gas di scarico derivanti dalla combustione di carburante dei veicoli a motore contengono moltissime sostanze tossiche, molte delle quali cancerogene. Proteggere il cibo esposto ad esse costituisce una modalità operativa semplice ed efficace per evitare malattie. Da tempo abbiamo chiesto agli amministratori di eseguire controlli sia sulle matrici ambientali come le sostanze aerodisperse sia sul cibo. Da tempo abbiamo auspicato che si procedesse al coinvolgimento delle categorie professionali interessate a condividere un insieme di regole da seguire nel comune interesse alla salvaguardia della salute, specialmente dei bambini e dei malati“.

“Noi proponiamo che l’amministrazione per il primo episodio di segnalazione adotti un atteggiamento di ammonimento per eventuale comportamento non rispettoso dell’obbligo di attenzione all’igiene alimentare, che inviti l’esercente ad incontri informativi organizzati da medici che spieghino quali sono le conseguenze perniciose del suo agire, che solo per il secondo episodio di trasgressione metta in atto la sanzione prevista. Noi crediamo che il senso di appartenenza e di civiltà si misuri anche nell’adozione di strategie rispettose della possibilità di sbagliare e di ravvedersi in maniera operosa. I nostri fruttivendoli non sono avvelenatori dei cittadini, sono operatori sensibili ed attenti, oltre che onesti contribuenti. Siamo dalla loro parte” – concludono da Onda d’Urto. La risposta di una delle associazioni di categoria – Unimpresa Bat – non si è fatta attendere: 

 “Se ad Andria incomincia un nuovo “corso” anche i nostri fruttivendoli saranno protagonisti del cambiamento culturale. La nostra posizione è stata sempre chiara. Non criminalizziamo ma non difendiamo posizioni di retroguardia. La Salute, il Diritto alla Salute, è un Bene Pubblico e tocca a tutti salvaguardarlo. Gli eccessi e le prepotenze non ci troveranno mai d’accordo. Ognuno faccia la sua parte – ha concluso Savino Montaruli (Presidente di Unimpresa Bat) nella nota stampa diffusa.

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