Fu Federico II a scoprire “Eraclio”? Alberto Angela parla del Colosso di Barletta e delle ipotesi sulle sue origini – link video per rivedere il filmato online

Il Colosso di Barletta, tradizionalmente chiamato Eraclio (Arè nel dialetto locale), è una monumentale statua bronzea alta 4,50 m databile al V secolo e collocata davanti al fianco sinistro della basilica del Santo Sepolcro di Barletta. Di fattura bizantina, l’opera è tradizionalmente attribuita all’epoca di Teodosio II e probabilmente eretta da Valentiniano III a Ravenna nel 439. La colossale statua di Barletta è stata protagonista di una parte della puntata del 6 maggio 2026 programma televisivo “Passaggio a Nord Ovest” (Rai) condotta dal noto divulgatore Alberto Angela (link al video qui sotto). Secondo una tradizionale ricostruzione narrata da un gesuita del Seicento, il Colosso sarebbe stato forgiato da un certo Polifobo, trafugato dai veneziani durante il sacco di Costantinopoli del 1204 e infine abbandonato sulla spiaggia di Barletta a causa di una tempesta che rese impossibile il proseguimento del viaggio; tuttavia, le analisi chimiche condotte nei restauri recenti non hanno rilevato segni compatibili con una prolungata permanenza in mare. La ricostruzione oggi preferita dagli storici si basa invece su un resoconto del 1279 del frate minorita Tommaso da Pavia: durante gli scavi promossi dall’imperatore Federico II a Ravenna intorno al 1231–1232 sarebbe stata rinvenuta una statua colossale e non è escluso che lo stesso “Stupor Mundi” – “padre” del Castel del Monte di Andria – appassionato di antichità e impegnato nella renovatio imperii, ne abbia disposto il trasferimento in Puglia. Le prime notizie documentate che ci sono giunte risalgono al 1309, quando i domenicani di Manfredonia ottennero da Carlo II d’Angiò il permesso di asportare e fondere gli arti della statua, allora collocata presso la dogana di Barletta, per ricavarne campane per la loro chiesa; studi moderni hanno peraltro dimostrato che almeno la testa e il busto sono originali, mentre le gambe risultano di rifacimento successivo. Per quanto riguarda l’identità del soggetto ritratto, l’ipotesi che rappresenti l’imperatore romano Eraclio è stata esclusa e ricerche recenti hanno altresì scartato una raffigurazione di Giustiniano, avvalorando invece l’interpretazione che il Colosso ritragga Teodosio II (Costantinopoli, 10 aprile 401 – 28 luglio 450), imperatore dal 408 al 450. Il Colosso di Barletta resta dunque molto più di una semplice statua: intreccia archeologia, documentazione medievale, interventi di restauro e tradizione popolare, confermandosi simbolo della città e testimone materiale di vicende antiche che alimentano la memoria collettiva. Di seguito, riportiamo il link diretto alla puntata completa del programma televisivo (l’approfondimento sul Colosso di Barletta comincia dal minuco 29,00 circa) sulla piattaforma RaiPlay:

 

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