I Brudaglio – Una famiglia di scultori andriesi: il libro di Vincenzo Zito

L’affascinante ma poco popolare famiglia di scultori andriesi riceve finalmente un riconoscimento importante grazie ad un volume ad essi dedicato. L’ Arch. Vincenzo Zito ha pubblicato il libretto << I Brudaglio. Una famiglia di scultori nel contesto socio-economico andriese >>. Valente ricercatore in biblioteche e archivi pubblici e privati, l’Arch. ha ricostruito le vicende artistiche  dei “ Brudaglio” una famiglia di scultori andriesi che ha operato a cavallo tra il ‘700 e ‘800, producendo una innumerevole quantità di statue lignee, prevalentemente a carattere religioso devozionale, disseminate per tutta la Puglia e la Basilicata. Il lavoro, oltre a raccontare in maniera sintetica ma chiara, le vicende della famiglia lungo l’arco di cinque generazioni, contiene un contributo alla catalogazione delle loro opere con brevi notizie su recenti acquisizioni frutto di minuziose ricerche condotte con benedettina costanza. Il lavoro si conclude con una genealogia estesa sino agli inizi del XX secolo. Scriveva Zito in un precedente articolo del 2014:

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“Quella dei Brudaglio è stata una famiglia di scultori Andriesi che, tra ‘700 e ‘800, ha prodotto una quantità innumerevole di statue a carattere religioso che sono sparse tra la Puglia, la Basilicata ed anche oltre.

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“Piuttosto misconosciuti in patria, godono di una notorietà molto diffusa nelle nostre regioni, al punto che la Pro-Loco di Minervino gli ha persino dedicato una pagina nel suo sito WEB. I Brudaglio, per l’attività svolta, avevano un ruolo sociale elevato al punto che alcuni sono stati insigniti del titolo di “Don”.

“Capostipite della famiglia sarebbe un Domenico del quale si sa solo che nel 1713 avrebbe scolpito una statua della Vergine di Loreto per l’omonimo santuario di Trinitapoli. Tuttavia al momento non si conoscono fonti certe sull’esistenza di questo Domenico. Maggiori notizie si hanno su Nicolantonio (1703-1788 circa), su suo figlio Vito (1755-1840) e su Riccardo (ucciso nel 1799), forse suo nipote. Attivi nell’800 si annoverano Andrea (1786-1859), Michele (1800-1836) e il secondo Vito (1854-inizi del ‘900). E’ proprio quest’ultimo che,secondo il Merra («Il convento e la chiesa di S. M. Vetere in Andria» in Monografie Andriesi, 1906), possedeva un registro delle opere realizzate dai suoi antenati”.

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“Diversi studiosi si sono cimentati nel tempo in un lavoro di ricostruzione del catalogo delle opere di questi valenti artigiani. Tuttavia questo lavoro é rimasto largamente incompleto, anche perché molte delle loro opere non sono più reperibili o non sono individuabili. Al fine far luce sull’attività di questi nostri concittadini un contributo significativo potrebbe darlo proprio il suddetto registro dei lavori, documento purtroppo tutt’ora irreperibile. Scarse, purtroppo, sono anche le notizie relative ai discendenti del secondo Vito, i quali dovrebbero aver ereditato il possesso del predetto registro. Sulla sua numerosa discendenza si sa solo che i sui membri si sono allontanati da Andria. Precisamente Nicolantonio è deceduto a Roma nel 1954, Giacinto a Napoli nel 1978, Alfonso a Napoli nel 1964 e Francesco a Salerno nel 1967″.

Con il nuovo libro, il ricercatore cerca di dare “giustizia” alla storica famiglia andriese. Il volume ( 60 pagg. con 29 illustrazioni a colori ) contiene notizie inedite in grado di integrare un precedente lavoro del dott. Riccardo Antolini << Nicolantonio Brudaglio. La vita e le opere di uno scultore andriese del ‘700 >>.