I prodotti tipici andriesi rischiano la distruzione con il trattato “CETA” tra Europa e Canada. Miscioscia: “mobilitiamoci tutti contro lobby”

Un altro incubo in particolare per il settore agroalimentare italiano, si cela dietro il pseudo trattato di libero scambio sottoscritto tra Canada e Unione Europea: il famigerato CETA, che a giorni  anche il Parlamento Italiano, si avvia a ratificarlo. Insomma, dopo averla scampata con il TTIP, l’altro trattato avviato con gli Stati Uniti ancora più pericoloso per le nostre imprese ed il commercio dell’agroalimentare, ora si fa serio il rischio, come denuncia la Coldiretti, per il nostro Made in Italy, considerato che delle 291 denominazioni di origine registrate, appena 41 risultano essere quelle protette” – lo dichiara in un comunicato il consigliere comunale andriese delegato alle Politiche Agricole dott Benedetto Miscioscia (Noi Con Salvini).

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Come alcuni ricorderanno, il CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement) è un trattato di libero scambio tra paesi dell’Unione Europea e Canada che è stato approvato dal Parlamento Europeo lo scorso 15 febbraio. La Commissione ha approvato il Ddl che ora dovrà passare all’esame dell’Aula di Palazzo Madama. Nel frattempo nelle varie piazze europee, comprese italiane, si stanno svolgendo numerose proteste contro il trattato. In Italia, contrarie al CETA sono alcune associazioni di categoria, Coldiretti, associazioni ambientaliste e anche alcuni movimenti politici.  Nonostante le rassicurazioni sul riconoscimento di alcuni prodotti tipici (insufficienti per numero), il timore è che il trattato possa rivelarsi un drammatico via libera alle multinazionali che in questa maniera sovrasterebbero gli interessi della piccola-media impresa italiana, già vittima di crisi economiche e di governi italian ed europei poco attenti ai diritti dei cittadini e molto sensibili a quelli delle banche. L’impressione è che il Trattato possa rivelarsi un gemello del TTIP, che invece è rivolto al rapporto economico tra UE e Stati Uniti d’America.

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“Ecco perché bisogna mobilitarsi con tutti i mezzi a disposizione” – prosegue Miscioscia – “per impedire che la Commissione Affari Internazionali del Senato approvi la ratifica di questo famigerato trattato.  Un vero colpo di mano, guarda caso, coincidente con la visita del Presidente Mattarella in Canada. Nessuno ne parla ma è certo che anche un centinaio i parlamentari francesi unitamente ai greci, si preparano alle barricate per contrastare quest’altro sciagurato trattato, al contrario di Paesi come a Lettonia e la Danimarca che invece hanno dato già il loro assenso”.

“Dietro la solita giustificazione di facciata di agire in nome della “lotta alla disuguaglianza”, si nasconde invece il grande rischio delle disuguaglianze di ricchezza che potrebbe essere provocato da un mercato al servizio di lobby che perseguono interessi economico-finanziari differenti da quelli dei nostri agricoltori”.

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“Se desideriamo contrastare in particolare il rischio che il nostro settore agroalimentare, già messo in crisi dalla forte importazione di grano solo perché ritenuto più ricco di proteine ma non sappiamo a quale prezzo per l’ambiente e per la salute; se desideriamo sostenere le nostre imprese produttive agricole e se vogliamo affermare il principio della tutela e salvaguardia della salute, non abbiamo che da mobilitarci ed opporci alla ratifica da parte del nostro Parlamento di uno scellerato trattato, dietro il quale si celano ben altri interessi che non sono quelli dei nostri produttori agricoli e delle nostre imprese agroalimentari” – conclude il consigliere comunale andriese di Noi Con Salvini. 

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