I rifiuti gettati nel Ciappetta Camaggio finiscono nel mare di Barletta. Vergognatevi.

Negli ultimi giorni, ha fatto molto discutere un filmato rilanciato dall’associazione Barlett E AVEST che ha così mostrato la presenza di una notevole quantità di rifiuti – sicuramente di origine industriale – che sono stati ritrovati li dove lo storico canale sfocia sul mare di Barletta:

SCANDALOSO VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA FECCIA UMANA MERDE E SCUSATEMI MI SONO MANTENUTO CONDIVIDERE ASSOLUTAMENTE GRAZIE

Pubblicato da Barlett E AVEST su Mercoledì 30 settembre 2020

Una domanda resta da chiedersi: si tratta di rifiuti scaricati solo da aziende barlettane oppure in questa ed in altre circostanze ci sono rifiuti di “origini andriesi” scaricati illegalmente nel canalone? Ma sopratutto: di chi è la responsabilità di questo ennesimo scempio ambientale che di certo non fa bene alla salute dell’ecosistema marino e quindi anche dei pesci che a volte portiamo a tavola? Domande ancora senza risposta ma che di certo fanno riflettere. Fortunatamente, l’azienda comunale barlettana incaricata nelle operazioni di raccolta rifiuti è intervenuta per rimuovere questa vergogna a cielo aperto:

Un’opportuna segnalazione da parte di alcuni cittadini virtuosi ha permesso l’altra mattina di disinnescare un pericolo ambientale, frutto di un modus operandi che ha in totale spregio l’ambiente e l’intera città di Barletta. Residui di lavorazione di tomaie, brandelli di stoffa, pellame, materiali vari, i “consueti” pneumatici oltre ad immondizia varia depositata senza alcun ritegno nella propaggine più vicina al mare del canale Ciappetta Camaggio. Il tutto a formare quasi delle “balle” che invece di essere convenientemente smaltite, sono state lasciate al suolo. Una variante della pratica, usata quanto vietata, di dar fuoco a questo tipo di rifiuti:

L’intervento di Bar.S.A., quanto mai opportuno e con l’ausilio di apposito macchinario atto a raccogliere questo genere di rifiuti, ha posto rimedio al problema ecologico. Rimane la responsabilità del gesto, tuttora al vaglio della Polizia locale per cui le indagini sono in corso. “Si tratta di un’attività criminale, diciamolo senza mezzi termini. Spregevole perché con leggerezza e lucidità si decide di depositare in mare rifiuti dall’impatto ambientale altissimo. La foce del canale è un luogo bellissimo su cui già mi sono espresso, ma facilmente raggiungibile da malfattori a cui non importa nient’altro che il proprio tornaconto”- dichiara l’amministratore unico di Bar.S.A. S.p.A. avv. Michele Cianci, visibilmente colpito da gesti così dissennati. “Smaltire le tomaie ad esempio, costa pochi euro. E’ l’esempio perfetto di chi, solo per risparmiare un’inezia mette a repentaglio un ecosisistema così delicato come il nostro mare”continua Cianci – “quei residui sarebbero stati trascinati in poco tempo sui nostri fondali, inquinando le acque in cui amiamo fare il bagno nei mesi estivi o mangiati dai pesci. Inimmaginabile. Sono esterrefatto. Spero davvero in un passo falso di questi lestofanti e che una volta per tutte le coscienze si risveglino”.

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