“Il Consiglio Comunale di Andria non può approvare il bilancio”

La convocazione del consiglio comunale, in adunanza ordinaria, per il giorno venerdì 29 marzo 2019, alle ore 18,30 prevede, al secondo punto, l’approvazione del “Bilancio di Previsione Finanziario 2019-2021” e relativi allegati. Una fattispecie per la quale è espressamente richiesto dallo Statuto comunale della città di Andria il “parere obbligatorio” delle Consulte, come avvenuto nelle precedenti occasioni allorquando il Segretario Generale. dott. Giuseppe Borgia, ha giustamente preteso quel parere addirittura in forma scritta, così come avvenuto lo scorso anno dopo l’incontro convocato dal sindaco nella Sala Giunta per la presentazione alla città, alle associazioni ed appunto alle Consulte del Bilancio relativamente al Bilancio di Previsione anno 2018, avvenuto il 5 aprile 2018.

A far notare la “dimenticanza” che potrebbe costar caro all’intero Consiglio comunale è il componente effettivo di ben tre delle quattro consulte comunali, eletto dalle associazioni andriesi facenti parte del Forum, il signor Savino Montaruli. Montaruli, eletto nella Prima Consulta per l’Associazione di Volontariato “Io Ci Sono!”, nella Terza per la Unimpresa Bat e nella Quarta per il Comitato Quartiere Europa non è mai mancato alla presentazione obbligatoria di tali atti da parte del Sindaco Giorgino ed opportunamente ha fatto notare come il Consiglio comunale non possa procedere con l’approvazione del punto 2) iscritto all’ordine del giorno della seduta di consiglio comunale di venerdì 29 marzo 2019 proprio perché la Deliberazione è carente di un documento obbligatorio, che è stato omesso senza alcun giustificato motivo.

L’adempimento obbligatorio, cioè il parere delle consulte, è espressamente previsto dall’art. 9 del Regolamento di Funzionamento delle Consulte. Infatti il Regolamento prevede, all’articolo 9, che “la Consulta deve essere obbligatoriamente sentita dall’Amministrazione Comunale, e, quindi, formulare il proprio parere preventivo sui bilanci annuali e poliennali, nonché sui piani e sui provvedimenti amministrativi con carattere programmatorio, sia di carattere generale che settoriale”. Ora la parola passa al Segretario Generale ed al Presidente del Consiglio comunale per decidere cosa fare e se procedere comunque mettendo a rischio una serie di condizioni che, se dovessero trovare giustificazione di merito, significherebbe ulteriori responsabilità, anche soggettive ed anche di quanti si appresterebbero ad approvare senza un parere obbligatorio il delicatissimo punto all’ordine del giorno. La cosa si fa davvero molto seria.