Il distaccamento della Polizia Provinciale da Andria “trasloca” a Barletta. Che fine ha fatto il “polo della sicurezza”?

“Era nell’aria, in quell’aria amara respirata da chi avrebbe dovuto avere un minimo residuale senso di appartenenza ma che continua a fare finta di nulla lasciandosi soffiare da sotto il nasone anche il Distaccamento della Polizia Provinciale che ora trasloca nell’Orto di Barletta Savino Montaruli, Presidente dell’associazione “Io Ci Sono!” di Andria.

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“Un Organismo importantissimo che” – prosegue Montaruli – “evidentemente le cosiddette istituzioni andriesi sottovalutano visto che nessun ostacolo viene frapposto a questa decisione. La Polizia provinciale ha anche funzioni di vigilanza e controllo ambientale quindi un ruolo non trascurabile e quanto mai opportuno in un territorio comunale qual è quello andriese balzato alle cronache nazionali per le sue emergenze ambientali e sanitarie, avendo anche perso il “titolo” di comune riciclone. La decisione è avvenuta con delibera della giunta comunale di Barletta con la conseguente firma della convenzione tra Regione Puglia e Comune.

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“Il plauso all’amico consigliere regionale e presidente della V Commissione Ambiente della Regione Puglia Filippo Caracciolo che si è battuto per soffiare ad Andria il distaccamento e portarlo a Barletta, nella sua città per la quale ha giustamente lottato mentre un grande “ciucci” alla classe politica ed alla inesistente classe dirigente andriese che è rimasta anche questa volta a guardare a bocca aperta”.

“La sede della Provincia BT, ad Andria, è ormai già stata svuotata ed in definitivo smantellamento mentre quel che resta dell’Ente continua a tenere in piedi scantinati pagati a caro prezzo dove ora vagano solo fantasmi ma le locazioni si continuano a pagare. Un osso ancora troppo appetitoso per essere mollato. Quello che nello Statuto originario, voluto dai padri fondatori del “giocattolo”, avrebbe dovuto essere il Polo della Sicurezza nella città di Andria è diventato un uovo svuotato, fragile al punto da rendersi ormai quasi invisibile”.

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“La vicina città di Barletta si prende anche la Polizia Provinciale concessa con tanta disinvoltura e faciloneria. Un altro scambio politico? Cosa c’è sotto quest’altra cessione a costo zero?”

“Poiché non è affatto vero che Andria sia una città omertosa, dove i cittadini vedono e restano in silenzio di fronte a ciò che ogni giorno di brutto e di violento si consuma spudoratamente e poiché non è vero che gli andriesi siano insensibili ai soprusi ed alle angherie; poiché non tutti gli andriesi preferiscono vivere nelle loro comode nicchie di protezione, ad Andria c’è anche chi non si arrende e continua a dire NO, pagandone le amare conseguenze”.
“Eppure in questi giorni si è tornato a parlare di emergenza sicurezza e si torna a parlare di videosorveglianza ma la videosorveglianza non va forse di pari passo con l’aumento degli organici delle Forze dell’Ordine? Solamente con l’aumento del numero e della qualità delle Forze in campo si può dare la giusta risposta alle aspettative della gente, degli imprenditori, delle persone”.

“A cosa serve la videosorveglianza collegata alle centrali operative dei commissariati e delle questure se poi non c’è sufficiente personale delle Forze dell’Ordine per intervenire tempestivamente in modo immediato? Se le due cose non sono collegate allora le soluzioni non sono queste perché la quasi totalità di eventi criminosi già oggi si consuma in luoghi ed esercizi muniti di videosorveglianza e spesso anche con questo deterrente non si è riusciti ad evitare che accadesse il peggio. Concordiamo perfettamente con le preoccupazioni espresse anche recentemente dal Segretario del Sindacato della Polizia di Stato CONSAP, Uccio Persia il quale opportunamente pone una questione seria perché quando le forze sul territorio sono poche, insufficienti, si vede e si sente. Condividiamo le esternazioni del Segretario quando egli afferma che il problema è di “volontà politica” perché quello è il vero punto di discussione e di debolezza”.

“Città come quella di Andria o di Barletta o di Trani non possono più tollerare enormi sacche di ingiustizie e di abusivismo diffusi. Qualcuno la chiama eccesso di tolleranza, noi la chiamiamo disgregazione sociale, quella stessa che spesso fa tanto comodo alla politica incapace di assumere decisioni scomode ma fa tanto male ad un territorio ormai ultimo, ultimissimo in tutto ed i responsabili di questo crescente degrado e disastro hanno nomi e cognomi, e vorrebbero pure essere “promossi”. Noi li bocciamo, sonoramente” – conclude il Presidente di “Io Ci Sono!”